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Border, pratiche di innovazione urbana all’ex Convento di Belmonte

Scritto da on 20 ottobre 2016 – 08:45nessun commento

Border, confine. Ma nel mondo globalizzato la città è ovunque e i confini tra città-non città si stemperano sempre più. Saltano le dicotomie città/campagna, centro/periferia ed emergono realtà ibride, non codificabili secondo le consuete categorie.

Così le aree fuori dai centri urbani,  soggette via via a spopolamento, rinascono come spazi di rigenerazione e sperimentazione, di reti sociali e lavorative, nell’intento di arginare i processi di belmonte-ex-convento_3259931846583710136_nmarginalizzazione. Senza misconoscere la centralità delle città nella storia italiana, e più in generale del Mediterraneo, occorre ripensare le aree interne come luoghi vitali, luoghi sui quali investire, come dice Filippo Tantillo, ricercatore, coordinatore scientifico del team di supporto al Comitato Nazionale per le Aree Interne (l’intervista completa puoi leggerla qui)

Il presupposto è che…le aree interne oggi rappresentino una riserva di futuro del nostro paese, di risorse materiali, ambientali, energetiche, economiche e culturali…spazi di rigenerazione e sperimentazione, di libertà altrove non praticabili, e che proprio per queste ragioni meritino una riflessione specifica e delle politiche dedicate, non solo assistenziali o tutt’al più compensative. In sostanza, tornino ad essere luoghi su cui investire.

Più che altrove, nelle aree interne  si avverte la richiesta di valorizzare la storia e le tradizioni, l’arte, la cultura, lo spirito, la specificità del territorio. Nascono così le proposte di riuso e recupero di beni artistici e culturali, festival e musei delle tradizioni, luoghi della memoria, residenze artistiche, recupero di attività tradizionali. Nuove narrazioni per nuove progettualità. E una nuova filosofia della cittadinanza che guarda al Meridione e ai suoi luoghi come ricchezza, in termini non solo economici ovviamente, ma mentali e creativi.

E’ questo l’humus di riferimento di rifugi d’aria: BORDER, progetto ad alto tasso di biodiversità culturale promosso a Belmonte Calabro da Ex Convento che  in collaborazione con il Comune e il patrocinio di Matera2019 capitale europea della cultura dal 21 al 23 ottobre propone talk, laboratori, performance, walkabout, che hanno come focus il tema “border”.

Il confine, come tratti costitutivi ma non necessariamente discriminatori delle aree interne del territorio nazionale. Il margine non solo come delimitazione geografica e privazione di inclusione sociale ma al contrario come prospettiva di incontro e continuo scambio culturale. Quali sono le condizioni di salute oggi delle comunità, le possibili visioni, le buone pratiche che l’attraversano o che potrebbero attraversarle?

Così lo raccontano gli organizzatori, Stefano Cuzzocrea e Paola Scialis, che definiscono Border

un ecosistema creativo che vuole creare momenti di confronto ed esperienze performative da co-progettare con chi crede che la biodiversità culturale possa esprimere il futuro strategico del Paese nel suo complesso.

Si parte il 21 ottobre dalle ore 11  con due workshop, uno su Videostorytelling per il rural rigenerazione-urbana-ex-convento-belmonte_1761408789_nmarketing a cura di Pensiero Meridiano e il successivo sul Performing media storytelling per lo sviluppo glocal tenuto da Carlo Infante per Urban Experience. In chiusura la proiezione del docufilm Triokala del regista agrigentino Leandro Picarella.

La mattinata e il primo pomeriggio di sabato saranno interamente dedicati ad esperienze di WALKABOUT, esplorazioni partecipate con sistemi di whisper radio a cura di Carlo Infante e Massimo Ciccolini per Urban Experience che coniugano una attività semplice come può essere una passeggiata con una complessa come il brainstorming nomade, grazie all’uso di whisper-radio (il sistema di comunicazione via etere usato dalle guide turistiche e reinventato in questo caso per attivare conversazioni ludico-partecipative) e degli smart-phone (usati per trarre dal web repertori audio da ascoltare nella trasmissione radio e al contempo per rilanciare nel web foto e tweet da pubblicare sui social media, nonché per navigare nelle mappe interattive del geoblog che traccia i percorsi). Quello che ne uscirà fuori saranno dei veri e propri radio-walkshow, che rappresentano una risposta politica-poetica al dominio dei talk show televisivi.

Alle 17 confronti e tavoli di lavoro: Un paese c’è già: nuove margininalità, con interventi e relazioni di Carlo Infante, Consuelo Nava, Emmanuele Curti, Francesco Lesce, Giuseppe Mangano e Leandro Pisano e Amministrare borderline o non amministrare? Dal basso per produrre nuove pratiche? con il sindaco di Sant’Alessio di Aspromonte Stefano Calabrò.

Infine la performance teatrale In bocca al lupo – ovvero l’uomo nero arriva dal mare apaola-scialis-7_5521934894705013973_n cura di Piccola Compagnia Palazzo Tivoli e in concerto alle 22.30 la Fanfara Station, ospiti della residenza creativa  all’Ex Convento dal 19 al 23 ottobre  2016.

Domenica 23 ottobre, nella frazione di Santa Barbara largo spazio al confronto fra realtà comunitarie e culturali virtuose, che da anni operano azioni di valorizzazione dei borghi calabresi attraverso proposte artistiche efficaci, capaci di dialogare con la contemporaneità del presente senza mai dimenticare il tessuto tradizionale.

Un talk dal titolo Vecchie e nuove feste con i festival  Radicazioni, Joggi Avant Folk, Felici e Conflenti, Cleto Festival. Si chiuderà con un pranzo comunitario in collaborazione con le associazioni locali, La Rivoluzione delle Seppie, i richiedenti asilo politico del CARA di Amantea.

(L’immagine in copertina è di Sara Fratini)

Info

m + 39 339 63 64 170 | + 39 339 61 95 901

e-mail info@exconvento.it |

www.exconvento.it/rifugi-daria-border/