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Da Rogliano a Locri, la Giornata delle Ferrovie (non) dimenticate

Scritto da on 22 marzo 2016 – 08:15nessun commento

E’ partita anche in Calabria il 6 marzo scorso la 9a Giornata delle Ferrovie (non) Dimenticate. Un mese intero (fino al 9 aprile) dedicato alla mobilità dolce, al viaggio lento tra colli e mare, tra monti innevati e splendidi paesaggi, che a un turismo usa e getta predilige un modo di aprirsi al mondo e scoprirlo come se fosse la prima volta.

Una  giornata lunga un mese di appuntamenti in tutta Italia, che parte dal Sud per ricordare a tutti la necessità di rivitalizzare la nostra rete ferroviaria, per coglierne tutte le potenzialità, soprattutto nel campo del turismo ecostenibile, del cicloturismo  e del trekking su vie storiche.

treninosilaPromossa dalla Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.) nel 2006 come piattaforma per creare una Rete della mobilità dolce e sostenibile fra le più importanti associazioni nazionali,  puntando sul recupero delle infrastrutture stradali e ferroviarie dismesse, sulla mobilità dolce, sulla integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali e con la rete dell’ospitalità diffusa, la Giornata 2016 in Calabria ha programmato una serie di iniziative che svelano tutta la ricchezza del trasporto locale e la sua importanza in quanto parte integrante del nostro paesaggio, del nostro patrimonio culturale così come della nostra storia.

Da Rogliano a Cosenza, passando da San Nicola – Silvana Mansio, la più alta stazione d’Italia, nel cuore della Sila, alla ferrovia del Pollino, aperta dalla Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo nel 1915, in pieno periodo bellico, attraversando il fiume Lao, tra ponti, caselli, gallerie, per fermarsi davanti alla Quercia Monumentale di Licari;  a San Giovanni in Fiore, camminado sulle strade che molti secoli fa furono percorse dall’abate Gioacchino e dai suoi monaci, in compagnia dei cantastorie-ferrovieri. Ma c’è anche la linea jonica che ripercorre i luoghi della Magna Grecia, da Crotone fino a Locri, che attestano la grandezza economica, sociale, culturale dei popoli arrivati dalle pòlis greche, che si susseguono alle ville e ai porti romani, alle ferrovie calabria trenibasiliche bizantine, magari facendo una escursione in bike alla scoperta di un territorio dalle caratteristiche uniche, come il Marchesato.

Una piccola ma grande iniziativa che invita, tutti, a una riflessione più attenta sul culto pervasivo della velocità e le politiche della mega infrastrutture, cui contrappone maggiore ascolto – e il prendersi cusa- dei propri  bisogni, e di quelli della famiglia, della comunità, della natura. Che afferma le ragioni del rallentare, di oziare, di chiudere la porta, del silenzio, in un mondo che proclama velocità ed efficienza ad ogni costo.

 

C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. … Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.(Milan Kundera, La lentezza)