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E la Piana diventa ‘eco’ con Pallante e Latouche

Scritto da on 23 luglio 2015 – 08:39nessun commento

Ambiente e tutela del territorio, biodiversità, decrescita, rigenerazione urbana, consumo critico. Sono alcune delle parole d’ordine di Piana Eco Festival che dal 20 luglio sino a gennaio 2016 propone un’altra narrazione della Piana di Gioia Tauro e delle sue immense potenzialità, a iniziare dal suo patrimonio culturale, paesaggistico, artistico, eno-gastronomico e dalle sue antiche tradizioni, in chiave eco-sostenibile.

logo-1500x500Seminari, laboratori, incontri per informare, diffondere, promuovere pratiche virtuose di eco-sostenibilità e benessere. E poi iniziative dedicata alla tutela dell’ambiente e del territorio, con particolare attenzione ai temi del riciclo dei materiali, visti come risorsa più che come beni a perdere, della lotta allo spreco e della riduzione dei consumi. Un progetto che ha l’ambizione di voler camminare nel tempo sulle proprie gambe per proporre  nuovi modelli di vita, più responsabile e sostenibile in un territorio dalle mille contraddizioni e possibilità.

La prima edizione del Festival, che si avvale della direzione artistica di Nino Cannatà, si svolge a Cittanova, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, del Consiglio regionale della Calabria, della Provincia di Reggio Calabria e dell’Associazione dei Sindaci della Piana “Città degli Ulivi”. Avrà come  simbolo l’Arundo donax, la cosiddetta Canna comune, una pianta spontanea molto diffusa, flessibile e resistente, nota per le sue molteplici applicazioni, rurali, musicali e di design, nonché energetiche e di bonifica del terreno che saranno riscoperte e approfondite attraverso  incontri e laboratori didattici.

Il progetto è stato presentato qualche giorno fà da Maurizio Pallante, leader del Movimento per la Decrescita felice, e dall’Associazione EcoPiana, che ne è la promotrice.

Dopo l’avvio di luglio  e la presentazione di una Rassegna film itinerante in diversi centri della Piana in agosto, il progetto entra nel vivo l’11, 12 e 13 settembre, con il Villaggio ecologico nella Villa comunale di Cittanova. Presidi informativi ed espositivi, incontri-dibattiti, tavole rotonde, laboratori, una mostra mercato di prodotti artigianali ed eco-sostenibili e un ricco e vario cartellone culturale, caratterizzeranno la tre giorni. Altre iniziative a carattere didattico, scientifico e culturale saranno realizzate da settembre a dicembre,  con il coinvolgimento degli studenti delle scuole.

Questa prima edizione del Festival, che vede la collaborazione di numerosi partner del mondo latouche 01imprenditoriale e associazionistico locale e nazionale, si conclude a gennaio con un’altra illustre presenza, quella del filosofo ed economista Serge Latouche che terrà la sua Lectio magistralis al Teatro comunale di Cittanova.

L’economista e filosofo francese contesta da tempo l’esistenza di una equazione perfetta tra sviluppo economico e crescita (il cd. economicismo sviluppista) così come le nozioni di crescita illimitata, razionalità ed efficienza economica in quanto ruotano attorno a un falso concetto, e cioè che il benessere collettivo dipenda da fattori puramente economici, che sono, invece, i principali fattori responsabili delle crisi sociali e ambientali e delle guerre che affliggono i nostri tempi. Nasce da qui il movimento internazionale per la Decrescita Felice che punta sulla necessità di riappropriarsi di stili di vita sobri e, più in generale, della propria vita, di tempi e spazi, oggi espropriati dalle logiche del mercato, più lenti, conviviali,  solidali, aperti ai rapporti con gli altri, agli affetti e al naturale bisogno di ciascuno di far crescere emozioni, creatività, interiorità. Riportando al loro giusto ruolo economia e tecnologia, che hanno smesso i panni di strumenti per diventare sempre più fini ultimi.

Una rivoluzione culturale che ruota attorno al saper fare, alla riconquista -anche- di abilità che pensavamo di aver perduto, adottando stili di vita meno ‘impattanti’ sulla natura. Utilizzando Schermata 07-2457226 alle 12.12.52mezzi pubblici, la bici o le proprie gambe invece dell’ auto, cercando di ridurre la produzione dei rifiuti riusando o riciclando i beni destinati dal mercato invece all’usa e getta, tanto per dirne qualcuna. Un pensiero che va esteso sempre più ai diversi aspetti della nostra vita, dalla tecnologia alla cultura alle politiche pubbliche e senza perdere tempo, se vogliamo  “evitare la distruzione definitiva delle condizioni di vita sulla Terra ma anche e soprattutto per fare uscire l’umanità dalla miseria psichica e morale”.

Tentare di superare la crisi con ricette economiche nuove, magari rivestite da una patina ‘verde’, o di equità e socialità (il caso Grecia insegna), è dunque inutile, quasi come voler curare una epidemia con il virus che l’ha prodotta, spiega Latouche, secondo il quale l’unica strada praticabile è uscire “senza mezzi termini” dalle logiche imperanti e pervasive dell’economia, praticando quell’ateismo economico che potrebbe aiutarci a “decolonizzare il nostro immaginario dai miti del progresso, della scienza e della tecnica” e a vivere più felici.

Link

http://www.pianaecofestival.it/

http://decrescitafelice.it/