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Pietro Grasso inaugura il Tropea Festival L&S. Il programma

9 ottobre 2017 – 13:19 |

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La riscossa dei borghi tra norme e nuove pratiche di comunità

Scritto da on 29 settembre 2017 – 11:24nessun commento

Banda larga, recupero dei centri storici in abbandono, green economy. Sono i pilastri del nuovo disegno di legge  approvato nei giorni scorsi dal Parlamento che punta a riqualificare e valorizzare circa 6.000 borghi d’Italia, pianeta sommerso e tuttavia spina dorsale dello Stivale.

Stiamo parlando dei comuni sotto i 5.000 abitanti che costituiscono oltre il 70% dei comuni del Bel Paese, in cui vivono oltre 10.000.000 di persone. Centri che, tra montagne e zone rurali, esperidi 3hanno custodito il nostro millenario e prezioso patrimonio artistico, storico, culturale. Luoghi dell’anima, custodi attenti di tradizioni secolari, di un modo di stare al mondo, insieme, evaporato tra le pieghe della società globalizzata. Non è un caso che provenga da lì la parte più consistente dei nostri prodotti più pregiati e a marchio Dop.

A sostegno di questo questo tesoro (purtroppo spesso) nascosto, la legge firmata da Ermete Realacci e Patrizia Terzoni prevede interventi di rigenerazione urbana, messa in sicurezza degli edifici, contro il dissesto idrogeologico, insediamento di nuove attività produttive, promozione dell’albergo diffuso e di itinerari turistico-gastronomico, sviluppo delle produzioni agroalimentari a filiera corta e di centri multifunzionali per la fornitura di servizi, da finanziare con 10.000.000 di euro da qui ai prossimi mesi e una ulteriore dotazione di 15.000.000 di euro fino al 2023. Una dotazione importante per interventi immediati e concreti che dovrebbero essere capaci di contrastare lo spopolamento e di creare le condizioni per una -si spera- netta inversione di tendenza.

In Calabria i piccoli comuni sono 318, quasi l’8o% del totale, in cui si concentra il 31% della popolazione. Si va dai centri -fantasma o con poche decine di anesperidi 2ime a quelli che negli ultimi anni hanno registrato significativi inversioni di tendenza. A loro è dedicato Il Giardino delle Esperidi, festival di comunità che si svolge tra Zagarise e altri comuni della Presila catanzarese, che ha messo insieme nei giorni scorsi diversi soggetti, dal Parco della Sila alla Riserva delle Valli Cupe all’ Ordine degli Architetti, con la partnership del Comune di Prato, per costruire nuove pratiche di comunità e scrivere una sorta di manifesto dei luoghi,  un progetto per rivalutare le aree interne, per creare un trait d’union tra i distretti e le loro peculiarità rurali o industriali.

Abbiamo -spiegano gli organizzatori- tentato di costruire una geografia completa di ciò che è possibile realizzare insieme, una comunità sempre meno provvisoria ma sempre più aperta, in grado di raccontare la Calabria in un nuovo modo, di riscoprire a colpi di buone iniziative un passato archeologico sepolto e a volte dimenticato, di dare valore alle eccellenze, dalla pasta artigianale alla birra (come la pluripremiata Gladium) alla patata della Sila, tutte piccole realtà che esistono e resistono nello spopolamento dell’entroterra con il loro prodotto che conserva l’ormai rara sapienza artigiana, realtà che meritano di essere difese e diffuse.

Anche quest’anno al Festival è tornata Doris Maninger che ha proposto Bella per forza 30×60, grande tappeto decorato con la tecnica del timbro che usa la patata silana, progetto di arte comunitaria che sta facendo il giro della Calabria e pronto a viaggiare per il mondo. La “buccia”esperidi 4 simbolica che protegge le piccole realtà resistenti è stata oggetto anche di Landscape Peels, il progetto del collettivo Pensando Meridiano, mentre Rural Mon Amour di Ivana Ruffolo ha impreziosito il contest usando come simbolo la perla. Installazioni di poesia visiva per i vicoli, reading letterari e di matrice storica (Sulle rive dello Ionio di George Gissing e Le leggende di Barbaro, entrambe interpretate dall’Associazione Maschera e Volto e – per Gissing – da Mauro Francesco Minervino), le letture paesologiche di storie contadine, le degustazioni multisensoriali con Anna Aloi, la passeggiata al Ponte delle Prenete, la riscoperta della casa museo di Antonino Greco a Vincolise, i numerosi libri sul viaggio, sulle radici e sul senso del ritorno, oltre all’esplorazione e alla riapertura della Macchina della lana e del Canyon Timpe Rosse, hanno reso il festival un viaggio esperienziale continuo, destinato alla comunità prima che  a turisti e curiosi.

Una bella storia di ottimismo e condivisione, in cui i luoghi reali e quelli del desiderio finiscono alla fine per coincidere.

(Nelle immagini alcuni momenti de Il Giardino delle Esperidi 2017)