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Salviamo le antiche faggete del Pollino…

Scritto da on 11 ottobre 2016 – 08:04nessun commento

Ha 400 anni ed è il nucleo di faggi forse più antico nell’Europa meridionale. E’ la foresta di Cozzo Ferriera, 70 ettari nel Comune di Rotonda, all’interno del Parco del Pollino. Da qualche mese fa parte delle faggete vetuste per le quali è stata presentata la candidatura a patrimonio dell’umanità.

E’ già arrivato sul tavolo dell’Unesco, infatti, un cospicuo dossier che illustra i 67 siti europei che si candidano per l’ambito riconoscimento, all’interno della rete europea delle foreste vetuste di calabria-faggeta-pollinofaggio Beech Forests – Joint Heritage of Europe, che si preoccupa di tutelare questi ecosistemi unici nel loro genere.

Formate da alberi che hanno completato il loro ciclo vitale, che convivono con specie arboree di diversa età, le foreste vetuste formano un ecosistema estremamente importante dal punto di vista scientifico in quanto esempio unico di habitat  primordiale che permette, per le sue caratteristiche, la nascita e la sopravvivenza di specie anche rare, animali  e vegetali, compresi esemplari di sottobosco difficilmente rintracciabili nei boschi compatti. Si tratta di habitat scampati, nel corso dei secoli, spesso per la loro collocazione in quota e in angoli spesso sperduti,  allo sfruttamento da parte delle comunità locali, e dunque più unici che rari.

Per l’Italia corrono, grazie all’impegno dei ricercatori dell’Università della Tuscia, ben 10 siti  che comprendono, oltre alla foresta vetusta di Cozzo Ferriero nel Parco Nazionale del Pollino,i siti del monte Cimino nel Comune di Soriano del Cimino, di Sasso Fratino nel parco nazionale delle foreste Casentinesi – Monte Falterona- Campigna, di Val Cervara, Coppo del Principe, Coppo del Morto nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la foresta vetusta di Oriolo Romano e della Foresta Umbra nel Parco Nazionale del Gargano.

Le faggete calabresi si estendono tra i massicci rocciosi del Pollino, un habitat difficile che, comefaggeta_abruzzo_tra_magnifici_4_con_orso_lupo_e_camoscio dimostrano diversi studi internazionali, assicura una maggiore longevità alle specie presenti. Le stesse ricerche attestano inoltre come  i cambiamenti climatici e gli stress idrici stiano influenzando non poco la crescita e l’età delle foreste. E poichè gli scienziati vogliono capire se a determinare la longevità sia il metabolismo -come per tutti gli organismi viventi- o i fattori esterni, non è da escludere che la rete delle faggete vetuste del Vecchio Continente possa diventare un vero e proprio modello per comprendere l’influsso dei cambiamenti climatici su scala continentale.