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Renzo Piano: ripartire dalle periferie. Ci pensano sei giovani architetti

Scritto da on 3 febbraio 2014 – 19:00nessun commento

Guardano tutti nell’obiettivo sorridenti e un po’ timorosi  nel fare cerchio attorno all’archistar Renzo Piano. Che ha devoluto il suo appannaggio di senatore a vita per costituire un team di  architetti -tra di loro c’è anche la calabrese Eloisa Susanna– che lavoreranno ad un progetto di rivitalizzazione delle periferie.

Perché le periferie? Perché, lo scrive lo stesso Piano su Il Sole 24 Ore,

le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche, d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino della città sono le periferie. Nel centro storico abita soli il 10 per cento della popolazione urbana, il resto sta in questi quartieri che sfumano verso la campagna. Qui si trova l’energia…..Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni.

renzopianoDal dopoguerra in poi le città si sono estese sempre più fuori dalla cinta urbana, abbandonando i centri storici per creare enormi periferie-dormitorio ed aree industriali (oggi dismesse) prive di un’anima e lasciate in balia di sé stesse, a volte distanti–non solo geograficamente – anni luce dal centro.

 

L’idea di Renzo Piano è quella di fermare la costruzione nelle periferie puntando a riqualificare il costruito ed a disseminare i sobborghi di spazi d’incontro e socializzazione, a rendere gli edifici energeticamente efficienti, ad utilizzare il serbatoio di occupazione e la capacità di creare impresa locale.

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Scommettendo sui giovani, che devono imparare a guardarsi intorno, viaggiare, non solo per imparare le lingue (è scontato), non solo per capire che le differenze sono una risorsa e non un ostacolo  ma soprattutto

 

per rendersi conto della fortuna che abbiamo avuto a nascere in Italia, perché se non si va all’estero si rischia di assuefarsi a questa grande bellezza e a viverla in maniera indifferente. Si tratta di una bellezza che non è per nulla inutile o cosmetica, ma che si traduce in cultura, in arte, in conoscenza e occupazione.

 

Detto, fatto. Piano ci ha riflettuto qualche giorno dopo essere stato nominato Senatore a vita ed ha pensato di poter essere utile, oltre che nelle sedute parlamentari, facendo ciò che sa fare meglio: l’architetto. Ha lanciato una call alla quale hanno risposto 600 professionisti tra i quali sono stati selezionati sei giovani architetti, provenienti da tutta Italia e dalle diverse esperienze internazionali, che hanno firmato un contratto di un anno.

periferie_a.guerri07periferiealbertoguerri

E’ “una grande opportunità per non perdere la speranza, credere nel Belpaese e intervenire in modo consapevole e rigenerante” per Eloisa Susanna, 32enne, radici nella città dei Bruzi, studi a Roma dove si è laureata alla Sapienza, una collaborazione  con Massimiliano Fuksas occupandosi, tra le altre cose, di concorsi internazionali.

 

Qualche giorno fa l’archistar genovese, i sei architetti di G124, come li hanno battezzati,  i tre tutors Massimo Alvisi, Mario Cucinella, Maurizio Milan,  ed un drappello di consulenti, si sono incontrati a Palazzo Giustiniani per iniziare ad analizzare il tragico quadro dell’urbanizzazione in Italia che negli ultimi 50 anni ha consumato suolo a ritmi forsennati, edificando a tutto spiano in spregio spesso a qualsiasi norma o alla semplice logica.

 

Una soluzione  per Piano c’è. E’ quella di tornare sui nostri passi, invertire la rotta, mettere fine all’espansione dissennata, agire sulla fragilità della terra con l’adozione di buone pratiche di manutenzione e conservazione. Iniziando a pensare, insomma, che la città del futuro ha bisogno di una gigantesca “opera di rammendo” del territorio, a partire dalle periferie.

Le foto sono tratte dalla mostra di Alberto Guerri Periferie, paesaggi