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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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221 idee per restituire alla collettività il patrimonio artistico e culturale del Meridione

Scritto da on 25 febbraio 2015 – 09:00nessun commento

Il Castello Aragonese di Isola Capo Rizzuto, Torre Cavallara a Marina di Catanzaro, il Convento di San Francesco da Paola, il Teatro Umberto a Lamezia Terme, i resti del Castello di Bonifati e di quello di Crucoli, Torre Saracena a Villapiana, Palazzo Feraudo a Acri. Sono solo alcuni dei tesori artistici e architettonici in Calabria tra gli oltre 220 beni in tutto il Meridione candidati al bando Il Bene torna Comune, una iniziativa con la quale Fondazione con il Sud vuole restituire alle comunità sul territorio e a tutti coloro che vorranno fruirne un patrimonio prezioso e tuttavia oggi inutilizzato.

 

castello isola c.rizzutoRidare vita e rendere accessibili ville e palazzi, castelli, torri, luoghi di culto e di archeologia industriale, beni archeologici, espressioni di un passato che abbiamo rimosso dal nostro orizzonte e che tuttavia si impone prepotentemente con i suoi mille volti, quasi a ricordarci quel che siamo stati e non siamo più, ma che potremmo tornare a essere.

 

Questa edizione sperimenta un nuovo format. In una prima fase, conclusa a settembre dello scorso anno, gli enti pubblici e privati proprietari di immobili di rilevanza storico – artistica e culturale inutilizzati sono stati invitati a manifestare il loro interesse a candidare il bene alla valutazione della Fondazione, formulando delle proposte per la sua utilizzazione. Gli immobili candidati vengono valutati dalla Fondazione sulla base di specifici criteri (condizioni generali, potenziale utilizzo per attività socio-culturali economicamente sostenibili, accessibilità e fruibilità). Quelli selezionati potranno accedere alla seconda fase del bando, che mette a disposizione 4 milioni di euro di risorse private per sostenerne la valorizzazione mediante la realizzazione di attività socio-culturali, puntando sulla partnership pubblico-privato, il contributo dei cittadini, progetti di qualità e innovazione sociale.

 

Tutti i beni candidati, dei quali 68 beni si trovano in Sicilia, 53 in Puglia, 40 in Campania, 33 in Calabria, 15 in Basilicata e 12 in Sardegna, sono visualizzabili sul sito http://ilbenetornacomune.it. Tra le città che hanno espresso il maggio numero di candidature, oltre Palermo e Bari, c’è anche Cosenza, con 16 segnalazioni.

 

Schermata 02-2457077 alle 18.39.13Una iniziativa, che nelle precedenti edizioni ha valutato positivamente 21 progetti con una spesa complessiva di 8 milioni di euro, che mira a colmare la riduzione di investimenti statali nel nostro sterminato patrimonio culturale (l’ Italia, è noto, è il Paese con la più alta densità di beni culturali per chilometro quadrato) e a riequilibrare il divario tra Comuni del Nord e del Sud per spesa per la cultura e stato di conservazione del patrimonio storico-artistico.

 

Ma che soprattutto vuole ribaltare alcuni luoghi comuni. Per esempio, che debba essere lo Stato a occuparsi in esclusiva della conservazione e della valorizzazione dei nostri tesori piuttosto che gli enti, pubblici e privati, sul territorio, le organizzazioni no profit, i cittadini. O che la cultura non produca reddito, occasioni di lavoro e occupazione. Stereotipi, per l’appunto, come dimostrano ogni giorno le iniziative che nascono e crescono ‘dal basso’ in tutto il Paese e gli ingenti investimenti destinati alla cultura da molti paesi UE, non solo del centro e nord Europa, ma anche del Sud come la Spagna, che riservano al comparto decisamente più del nostro risicato 14% di Pil.

 

Fondazione CON Il SUD è un ente non profit privato nato otto anni fa dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e torre villapianail mondo del terzo settore e del volontariato per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno attraverso la promozione di percorsi di coesione sociale, l’educazione dei giovani alla legalità, la valorizzazione di giovani talenti e “cervelli”, la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambientale, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), la qualificazione dei servizi socio-sanitari, l’integrazione degli immigrati, il sostegno al welfare di comunità.