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A Palazzo Arnone ARTE SVELATA, capolavori del Museo Civico di Altomonte dal 30 giugno 2011

Scritto da on 23 giugno 2011 – 10:47nessun commento

In mostra fino al 31 luglio 2011 alla Galleria Nazionale cinque capolavori, tra cui il San Ladislao di Simone Martini; i due dipinti su tavola di Bernardo Daddi raffiguranti San Giovanni Battista con Santa Maddalena e Sant’Agostino con San Giacomo; la Madonna delle Pere di Paolo di Ciacio; l’altarolo con storie della Passione di Cristo; le due tavolette in alabastro, attribuite a maestranze francesi.

Queste pregevoli opere del Museo Civico di Altomonte – propietà del Fondo Edifici per il Culto del Ministero degli Interni – sono ulteriore riprova del consistente patrimonio culturale regionale calabrese.

Mentre al Museo di Altomonte saranno in corso interventi di ristrutturazione della sezione tre-quattrocentesca, i dipinti saranno in mostra a Cosenza sottoposti, prima della loro riesposizione, ad un accurato intervento di manutenzione e restauro.

Inoltre, essi potranno contemporaneamente essere ammirati dal pubblico della Galleria Nazionale anche durante le diverse fasi di restauro e studio previste dai tecnici della Soprintendenza, attraverso la formula il “cantiere aperto”.

Da qui il nome dell’ iniziativa “Arte Svelata”, che si colloca all’interno di un fitto programma di attivita’ portate avanti dalla Soprintendenza per i BSAE della Calabria a benficio del territorio calabrese, per la tutela e valorizzazione del suo patrimonio.

Le opere in mostra, databili per lo più al Trecento ed ai primi decenni del Quattrocento, raccontano di eccezionali e spesso aggiornatissimi episodi di committenza e collezionismo feudatario.

• la pregevole tavola del senese Simone Martini raffigurante San Ladislao. La raffinata opera, cui Paccagnini (1948) riconobbe per primo i connotati di un capolavoro da ascrivere a maestro Martini, contiene ‘in nuce’ elementi riconducibili alla pittura gotica di prima metà del Trecento. Verosimilmente commissionata da Filippo Sangineto, signore di Altomonte, è finestra sugli interessi e i gusti di un potere signorile piuttosto colto e raffinato.
• le due tavole di Bernardo Daddi, raffiguranti San Giovanni Battista con Santa Maddalena e Sant’Agostino con San Giacomo: probabilmente anta sinistra e destra di un trittico il cui centro è andato disperso.
• la Madonna delle Pere, l’enigmatica attribuita a Paolo di Ciacio da Mileto.
• l’Altarolo con storie della Passione di Cristo del Maestro di Antonio e Onofrio Penna, commissionato dalla contessa Cobella Ruffo, è opera che segna una netta linea di demarcazione rispetto ai contemporanei sviluppi stilistici dell’arte locale.
• le due finissime lastre in alabastro, con storie della vita della Vergine e storie della Vita di Cristo e Giudizio Universale, scolpite a bassorilievo da maestri francesi.

INFO: http://www.articalabria.it