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Al Museo Egizio una delle testimonianze dell’antica Thurii, il Toro cozzante

Scritto da on 11 febbraio 2016 – 08:33nessun commento

Lo hanno trovato dodici anni fà in una delle campagne di scavo al Parco Archeologico di Sibari e subito si comprese che quello non era un reperto qualsiasi. Troppo evidenti la cura dei dettagli anatomici e la raffinatezza del cesello nel tirare fuori dalla materia grezza quel toro nell’atto di caricare. Che fu restaurato e subito esposto al Museo Archeologico della Sibaritide e che dal 1 marzo potrà essere presentato ad un pubblico più vasto al Museo Egizio di Torino.

Il Toro cozzante sarà infatti uno dei capolavori esposti nella mostra Pompei e l’Egitto, aperta fino al 4 settembre in uno dei più importanti musei d’Italia e del mondo. Secondo solo al Museo del Cairo, Il Toro cozzante del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide al Museo Egizio di Torinoil Museo Egizio di Torino è una perla rarissima nel panorama internazionale ( il Times lo ha incluso nella classifica dei 50 principali musei al mondo)  per numero e natura dei pezzi custoditi, testimonianze a 360 gradi della vita quotidiana, della politica, della cultura, della religione dell’antico Egitto, livello di attività di studio e ricerca che percorre oltre due secoli, da quel Vitaliano Donati che nel 1759 realizzò la prima campagna di scavi a Bernardino Dorvetti e Ernesto Schiapparelli che nel 1800 condussero importanti campagne, da cui emersero centinaia di reperti portati in Italia per essere studiati, catalogati e poi esposti al pubblico.

La mostra Pompei e l’Egitto è il frutto della partnership tra l’istituzione torinese e la Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano, Stabia, oltre a diverse altre realtà sul territorio italiano, come il Museo Iseo di Benevento e naturalmente il Polo Museale della Calabria.

Il Toro cozzante è il simbolo dell’antica colonia di Thurii, tanto da essere largamente rappresentato nelle monete della città, realizzato con tecniche a fusione tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., con  integrazioni frutto di restauri successivi che ne provano l’utilizzo anche in età romana e  la persistenza nella Sibaritide della koinè culturale greca, che sarà, per un lungo arco di tempo, tratto IMG_1472distintivo e caratterizzante dell’intero territorio.

L’allestimento torinese è sicuramente una occasione imperdibile per una delle espressioni più qualificanti del patrimonio artistico della Calabria, alla quale viene assicurata una vetrina non trascurabile, forte degli 800 mila visitatori che lo scorso anno hanno visitato il Museo egizio, dopo la riapertura e un rinnovato allestimento che punta sull’ampliamento degli spazi, sul multimediale e la didattica.