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Ambientiamoci #2 chiama a raccolta i cittadini al sito archeologico di Monasterace

Scritto da on 4 giugno 2014 – 18:04nessun commento

Dopo l’appuntamento di Serra San Bruno, nel marzo scorso, con cittadini e associazioni, tutti insieme per difendere il bosco dell’Archiforo, il blog Ereticamente.it e Orme nel Parco ci riprovano. Il secondo atto di Ambientiamoci, l’iniziativa che intende diffondere tra i calabresi una coscienza critica delle straordinarie risorse ambientali, storiche e culturali, di cui sono custodi oltre che beneficiari, si svolgerà a Monasterace Marina, nell’area archeologica dell’antica Kaulon, il prossimo 14 giugno, ore 9.30, presso il Museo Archeologico.

Qui il 23 luglio 2013 l’archeologo Francesco Cuteri e la sua équipe scoprirono uno dei mosaici più grandi mai rinvenuti del periodo ellenistico della fine del IV secolo a.C., che ricopre un’area di circa 35 metri quadrati. Tra le rovine di quella che doveva essere una struttura termale vennero alla luce un delfino e un drago, dalle zanne rosse e un’ampia cresta che ne sottolinea il dorso, simile a quello ritrovato negli anni ’60 nella stessa area.

 

ambientiamoci2

Tesori di enorme bellezza oggi sotto la spada di Damocle del mare che avanza inesorabilmente, erodendo la porzione di costa che lo separa dal sito, e di un degrado diffuso, frutto, come afferma Massimiliano Capalbo, presidente di Orme nel Parco della “ignavia e (del)la latitanza della politica che non è più in grado da tempo di riconoscere le ricchezze su cui bisognerebbe puntare per creare prosperità e sviluppo in questa regione”.

Da qui l’urgenza di accendere ancora una volta i riflettori su questa vicenda.

Chi gestisce l’area non ha neanche i soldi per effettuarne la pulizia, con l’arrivo della primavera è ricoperta di erba e difficilmente praticabile anche per i turisti più temerari – prosegue Capalbo-. Qu st’area archeologica, come tante altre in Calabria, potrebbe dare lavoro a tantissime persone e invece versa in una situazione indegna per un Paese che continua ad atteggiarsi a potenza europea. Alle chiacchiere contrapponiamo i fatti, se lo Stato non rende fruibile e non mette in sicurezza l’area ci pensano i cittadini.

Coloro che aderiranno all’iniziativa, coordinati e guidati dal personale del Museo Archeologico, potranno contribuire alla pulizia delle aree circostanti gli scavi, muniti di guanti, contenitori e attrezzi da giardinaggio. Al termine della giornata l’archeologo Francesco Cuteri e il suo gruppo di ricerca ripercorreranno la storia di quest’area e si confronteranno sui prossimi passi da attuare.

 

drago cauloniaProbabilmente questa sarà l’ultima estate in cui i calabresi e tutti gli appassionati di storia potranno ammirare questa meraviglia – afferma Nuccio Cantelmi di Ereticamente.it – se non si interviene subito per metterla in sicurezza. Qualche soldo è stato stanziato ma la burocrazia e la lentezza delle procedure giocano a sfavore. Occorre accendere i riflettori su questo tesoro. Ancora una volta ci sentiamo chiamati in causa come eredi di una storia e di un patrimonio unico al mondo. Saremo ancora una volta cittadinanza attiva che coopera a fianco delle istituzioni (spesso lasciate sole e senza i necessari mezzi) per la salvaguardia di un tesoro tutto nostrano. Ammireremo la bellezza del Drago che punta verso il mare quasi a voler fuggire da una realtà di abbandono culturale e civile. Il parco archeologico di Kaulon è l’emblema della nostra terra: bellissima e devastata, millenaria e fragile, piena di memoria e di oblio.

L’invito è rivolto a tutti, associazioni e cittadini, di partecipare a questa nuova incursione eretica, ciascuno con curiosità, l’amore per la propria terra e l’auspicio di tempi migliori.

Il secondo desiderio per gli organizzatori è che vi siano molti giovani e bambini, perché è a loro che “consegneremo una porzione di questo scrigno chiamato Calabria”.