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Come ti restauro un’opera d’arte: il Codex Purpureus di Rossano alla Scuola di Alta Formazione per Restauratori

Scritto da on 17 ottobre 2012 – 17:48nessun commento

Il prossimo 25 ottobre, ore 9.30, nel Salone delle Conferenze dell’ICRPAL, Roma, la Scuola di Alta Formazione per Restauratori inaugura l’Anno accademico 2012-2013 con una Giornata di Studio dedicata al Codice Purpureo di Rossano Calabro.

La Scuola istituita presso l’Istituto Centrale per il Restauro del Patrimonio Archivistico e Librario forma i futuri restauratori di beni culturali con un percorso di studio interdisciplinare caratterizzato dall’applicazione delle nuove tecnologie di restauro e di conservazione del nostro patrimonio artistico.

 

Tecniche all’avanguardia sono state utilizzate anche nel restauro del prezioso Codex Purpureus Rossanensis, manoscritto greco risalente al VI sec. che raccoglie i Vangeli di Marco e Matteo, anche se in origine raccoglieva i quattro Vangeli, con numerosi i riferimenti al Vecchio Testamento.

188 fogli, 376 pagine in pergamena di colore porpora scritte in oro e argento in maiuscola bibliche (il cd. greco onciale in scrittura continua, senza separazioni né punteggiatura), 14 miniature che rappresentano i momenti più salienti della vita di Cristo. Un capolavoro assoluto di perfezione stilistica ed artistica, considerato l’esemplare più antico ed importante di codice miniato nel mondo.

 

La sua provenienza e la sua presenza in Calabria costituiscono  un enigma ancora da svelare. Forse dei monaci in fuga, forse un aristocratico della corte di Bisanzio portarono il prezioso Codex a Rossano dove fu ritrovato dopo diversi secoli nella Cattedrale, studiato, restaurato e restituito alla collettività che può ammirarlo in una delle sale del Museo della Diocesi di Rossano, dove è ospitato.

 

Alla Giornata di studio partecipano l’Assessore alla Cultura Mario Caligiuri, Francesco Prosperetti, Direttore regionale del Mibac, Fabio De Chirico, Soprintendente BSAE della Calabria, docenti, studiosi e naturalmente i responsabili dei Laboratori di restauro, biologia e tecnologia dell’ICRCPAL.