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Concentrica: tra passato e presente, nasce a Catanzaro un nuovo spazio di arte e cultura

Scritto da on 30 dicembre 2014 – 16:05nessun commento

Cinque cerchi si susseguono uno dentro l’altro sino ad arrivare al nucleo centrale. Rappresentano il magma bollente di scultori, pittori, videoartisti, grafici, scenografi che inonda in questi giorni le strade di Catanzaro. Al centro c’è la città e il suo immenso tesoro artistico e culturale, che ancora continua a parlarci e a trametterci i suoi valori. Purtroppo inascoltato. E’ il logo che sintetizza la visione di Concentrica, la mostra aperta a Catanzaro (Via XX Settembre, a fianco ex Supercinema) sino al 5 gennaio (tutti i giorni ore 17-21) …

che muove dal ricco –e spesso ignoto- patrimonio artistico del capoluogo, che comprende opere di Giuseppe Rito, Cosimo Fanzago, Battistello Caracciolo, Andrea Cefaly, senior e junior, IMG_1336e naturalmente, Mimmo Rotella, posto a confronto con lo sguardo di nove artisti per offrire nuove interessanti chiavi di lettura (e di coltura) del nostro presente.

 

Stefano Morelli, curatore della mostra, giovanissimo ma con diverse esperienze nelle più importanti istituzioni e fondazioni d’arte italiane, come il Maxxi e la Fondazione Sgarbi, per la quale si occupa degli allestimenti e dell’organizzazione di eventi, ha chiamato a raccolta Andrea Grosso Ciponte, Alessandro Badolato, Ehab Alabi Abo Kher, Federica Caglioti, Fosca Democrito, Laura Stancanelli, Luca Viapiana, Matteo Sainato, Katianna Talarico, e il maestro di tutti, Saverio Rotundo, artisti che, pur partendo da diversi generi e linguaggi, hanno in comune uno spiccato senso della ricerca fuori dai confini, geografici e artistici, la frequentazione di territori liminali, la tensione verso la sperimentazione, scoprendo magari che lo sguardo può –di più e meglio- spaziare sulla realtà dalle periferie dell’impero, senza timori di essere tacciati di marginalità.

 

Da qui nasce Concentrica, che prosegue sulla scia di fortunate esperienze maturate in città qualche decennio fa, come il Gruppo Mauthausen, al quale il Marca ha dedicato qualche mese fa una bella retrospettiva, o più recentemente, AlTrove Festival, per tornare nelle vie e nei luoghi simboli di Catanzaro, svolgendo il filo rosso di istanze e prospettive che hanno una loro identità precisa e la capacità di muoversi con grande libertà espressiva in una geografia dei luoghi e della memoria quanto mai frastagliata e complessa. In un work in progress che stupisce di volta in volta (il prossimo appuntamento è il 2 gennaio con un progetto di <<catalogazione iconografica dell’umanità>> di Matteo Sainato e Katianna Talarico, condito dal djset di Luca Gentile).

Gli artisti– scrive Stefano Morelli – saranno attori chiamati a mettere in scena una metamorfosi degli spazi del centro urbano, utilizzando i diversi mezzi espressivi e concettuali propri della loro formazione artistica. L’intento è mostrarsi alla città con prepotenza, rifiutando i luoghi espositivi precostituiti per trovare ospitalità e naturale compimento nello spazio urbano: per le strade, nei cantieri, nelle botteghe chiuse del centro.

Dalle atmosfere oniriche e inquietanti di Andrea Grosso Ciponte alle installazioni iperrealiste di Bado al melting pot del videoartista Ehab Halabi, che intreccia i fili della storia personale e del suo popolo con quella della terra che lo ospita, al recupero delle voci e della memoria di Laura Stancanelli alle installazioni visionarie di Saverio Rotundo agli incroci tra passato e presente, tra tradizione e nuove tecniche, tra l’immagine fissata sul riquadro della tela e quella cinematografica, di Luca Viapiana, Concentrica propone un inatteso viaggio all’interno di un territorio e della ricchezza del patrimonio artistico e culturale che esso esprime da sempre.

 

IMG_1361Ma soprattutto colma il vuoto lasciato in città dall’assenza di spazi di cultura, offrendo un luogo di incontro e di dialogo che la città ha dimostrato di apprezzare, partecipando agli eventi e agli happening che lo animano fino a tarda sera. Un ritorno al concetto di cultura come trasmissione e scambio di saperi, di lettura di una realtà in rapido movimento, ma anche di recupero di una memoria che parte da lontano e arriva a noi intatta, attraverso le preziose testimonianze della scuola napoletana del ‘600 e ‘700 (da Cosimo Fanzago a Caterina De Iulianis a Diego da Careri e Giovanni da Reggio) , custodite nelle chiese cittadine, le sculture di Giuseppe Rito (il Cavatore, l’Assunta sul campanile del Duomo, Giustizia e Libertà e il gruppo dei cavalli che adornano il Tribunale), che fece di Catanzaro il suo laboratorio di IMG_1358ricerca e sperimentazione, materiale e simbolica, sino alle splendide sculture in terracotta realizzate a fine ‘800 dalla manifattura Airaghi e Boni di Milano, acquistate dall’amministrazione per l’inaugurazione della Villa comunale. Oggetti di stupefacente bellezza, oggi semidistrutti e dimenticati nei magazzini e nei giardini cittadini, che Stefano Morelli sta riportando pazientemente alla luce e al godimento pubblico, esponendone alcuni splendidi esemplari all’interno della mostra.

 

Per l’occasione saranno esposti al pubblico anche disegni inediti del periodo giovanile di Gaetano Pesce, architetto, artista e icona del design internazionale, nume tutelare della iniziativa, che li ha messo generosamente a disposizione degli organizzatori.

 

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