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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Corpo elettronico, la video arte italiana in mostra a Catanzaro. Intervista a Leonardo Sangiorgi

Scritto da on 10 febbraio 2012 – 05:45nessun commento

 Da sabato 11 febbraio e sino al 25 aprile 2012 prenderà forma per la prima volta in Calabria, nelle sale del Complesso Monumentale di San Giovanni, luogo storico della città di Catanzaro, una  mostra sulla videoarte, CORPO ELETTRONICO. Videoarte italiana fra materia, segno e sogno, curata da Gianluca Marziani e Andrea La Porta e promossa dalla Fondazione Rocco Guglielmo.

Pur essendo considerata dall’immaginario collettivo un “nuovo genere artistico” la videoarte, in realtà, ha alle spalle diversi anni di storia.

Il video fa il suo ingresso in Italia alla fine degli anni 70 e fin da subito si rivela un mezzo potentissimo ed estremamente duttile,  in grado di stimolare la creatività e l’espressività degli artisti. Il mondo dell’arte ha guadagnato così installazioni video, ambienti interattivi, sculture installative,  definite veri e propri spettacoli teatrali, quadri in movimento.

La rassegna, che intende indagare << le valenze linguistiche e strutturali del mezzo, la relazione tra il linguaggio video e i materiali reali, le molteplici possibilità tematiche, narrative e sensoriali che lo strumento narrativo offre>>, per l’alto profilo delle opere presentate,  è sicuramente  uno degli eventi più importanti del 2012.

Ospiti 16 artisti rappresentativi della scena della videoarte italiana, da  Alessandro Amaducci, a Bianco-Valente, Canecapovolto,  Salvo Cuccia,  Zimmerfrei, Masbedo,  Giuseppe Colonese,  Luca Bolognesi,  Matteo Basilé,  Antonello Matarazzo, Andrej Mussa,  Ehab Halabi Abo Kher,  Alessandro Bavari, per finire a Theo Eshetu, Gianni Toti e Studio Azzurro.

In programma anche un ciclo di incontri, che si terranno nella Sala Conferenze dell’ITIS E. Scalfaro, in P.zaMatteotti, Catanzaro,  con Antonello Matarazzo  (Il morphing dell’anima, 22 febbraio), Silvia Moretti, che presenta il suo libro Gianni Toti o della poetronica (7 marzo), Alessandro Amaducci (Inconscio e tecnologia, 14 marzo), Andrea Grosso Ciponte (Il multimedia è il messaggio, 21 marzo), Valentina Valentini (Il video: un medium senza medium, 4 aprile), Leonardo Sangiorgi (Tecnologia, testimonianze, territorio. Direzioni e senso per una nuova ricerca dell’arte contemporanea, 14 aprile).

La mostra offre al pubblico anche diversi contenuti multimediali oltre al catalogo, che raccoglie gli interventi dei principali critici che negli ultimi anni si sono occupati di videoarte, libri ed altre utilità scaricabili anche su smpartphone.

Linking Calabria ha intervistato  Leonardo Sangiorgi,  uno dei soci fondatori della  “ bottega creativa” di Studio Azzurro, che opera nel  campo della video arte dal 1982,  intraprendendo un percorso artistico riconosciuto in tutto il mondo.

Dopo aver sperimentato un approccio trasversale all’arte, che tocca anche il teatro e le altre espressioni artistiche, negli ultimi anni Studio Azzurro si è concentrato sul nesso tra valori della memoria, dei luoghi e della comunità proponendo alcuni percorsi multimediali connotati da una maggiore interattività con lo spettatore, da il “Museo della Mente” a Roma a “Fare gli Italiani”, sviluppato a Torino in occasione del 150° anniversario dell’Unità di Italia, sino all’installazione multimediale “ Valentia Sensibile” a Vibo Valentia.

Quale   “corpo elettronico”  Studio Azzurro, una tra le più visionarie realtà creative nella video arte, presenterà a Catanzaro?

Il corpo elettronico presentato a Catanzaro appartiene ad un “ambiente sensibile” intitolato “Totale della Battaglia”. In questa occasione , per ragioni di spazio presenteremo un frammento di questa opera. Emblematicamente, “Totale della Battaglia”, è stato uno dei primi lavori con un “respiro” museale, una sorta di preludio a quella nostra particolare direzione di ricerca sull’interattività che si è sviluppata in modo molto creativo e inaspettato nei  successivi progetti museali.

In particolare “il corpo” che riproponiamo come in molte altre nostre installazioni è un corpo ambasciatore di “un’alterità”, un corpo che appartiene ad un universo, quello delle immagini elettroniche, che proprio quest’anno celebra i nostri trent’anni di esplorazione.

Quale “sogno” si “materializza” in quest’opera?

Il sottotitolo di questo progetto è “Architetture di Guerra in tempo di pace” e l’opera era ambientata nel Baluardo S. Paolino delle mura della città di Lucca. Una città “murata” che indica la turbolenta storia passata della città. Il sogno ha due aspetti, il primo, sociale, reinventa luoghi di guerra, facendoli diventare luoghi di incontro, crescita e relazioni; la seconda, più inerente alla nostra ricerca  di esploratori video, il sogno di chi indaga criticamente le strette e sorprendenti e molto spesso “dipendenti” connessioni tra il mondo reale, nel quale viviamo, e l’immateriale mondo delle immagini elettroniche che da ormai da 30 anni ha invaso e ed è dilagato nella nostra quotidianità, per cercare di capirne e carpirne la natura.

Il 18 aprile Lei  parteciperà ad un incontro sul tema «Tecnologia, testimonianze, territorio. Direzioni e senso per una nuova ricerca nell’arte contemporanea». Ci vuole anticipare qualcosa ?

Il recente nostro impegno,”Valentia Sensibile”,  conclusosi provvisoriamente ad agosto a Vibo Valentia per avviare, su richiesta del Comune, della Regione e dei Ministeri Mise e Mibac, un Museo sull’identità del territorio vibonese, ha confermato, per quanto riguarda la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali, immateriali e non tangibili, come i ricordi, le memorie , le testimonianze e l’identità di un luogo, la grande efficacia dell’uso delle nuove tecnologie in merito a questi temi che noi da anni stiamo indagando.  Le  tre “T” Tecnologia, Testimonianze e Territorio, mi sembra una buona sintesi da cui partire per raccontare in quell’occasione la nostra attività e magari vederne un esempio dal vivo a Vibo Valentia.

Paola Congiusti