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Enzo Cucchi al Marca di Catanzaro

Scritto da on 11 dicembre 2011 – 19:50nessun commento

Si inaugura il 17 dicembre 2011 al Marca di Catanzaro la mostra di Enzo Cucchi, artista tra i più noti in ambito internazionale, protagonista per il Museo di un progetto inedito con oltre 50 opere fra dipinti, sculture e ceramiche.

La mostra, che rimarrà aperta sino al 1° aprile 2012, è curata da Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz,  e promossa dalla Provincia di Catanzaro – Assessorato alla Cultura, con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e della Fondazione Rotella.

Un progetto significativo, come ha sottolineato la Presidente della Provincia di Catanzaro,  Wanda Ferro, per il MARCA, ulteriore conferma del ruolo di primo piano assunto dal museo in ambito nazionale, messo  in luce  dall’esposizione dedicata a Enzo Cucchi, che partecipa  al progetto sulla Transavanguardia italiana  ideato e curato da Bonito Oliva in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che vede  coinvolti il MARCA insieme ad altre importanti istituzioni. Epicentro del progetto è  Palazzo Reale di Milano che in questa occasione ospita 66 opere tra le più significative della Transavanguardia ma il progetto è anche itinerante, prevedendo   personali dei cinque artisti che hanno dato vita al movimento si svolgano in tutta Italia.  Oltre a Cucchi al Marca di Catanzaro, Sandro Chia esporrà all’ex Foro Boario di Modena, Nicola De Maria al Centro Pecci di Prato, Mimmo Paladino all’ex-Gil di Luigi Moretti a Roma e Francesco Clemente a Palazzo Sant’Elia di Palermo.

Presentata per la prima volta al pubblico alla XIII Rassegna internazionale d’arte di Acireale, la Transavanguardia, teorizzata nel 1979 da Achille Bonito Oliva con un saggio su Flash Art, si ufficializza nella sezione Aperto ’80 alla 39ª Biennale di Venezia, segnando un punto di rottura con le ricerche minimaliste, poveriste, processuali e concettuali degli anni sessanta e settanta.

Per Alberto Fiz, direttore artistico del museo Cucchi è protagonista di un fare artistico che ha mutato profondamente il rapporto con l’arte e la cultura  ma anche<< l’artefice di una ricerca dove l’immagine esprime la sua forza tellurica senza mai rinunciare al suo costante bisogno di meravigliare>>.

Bonito Oliva a sua volta, sottolinea la visionarietà di Cucchi in un percorso nomadico e imprevedibile, dai continui sconfinamenti  <<in un terreno che coinvolge il sacro e il profano, la componente materiale e quella volatile, immateriale>>.

Ed è nelle sale del Marca che Enzo Cucchi aggrega  forme e materiali eterogenei  al di là di ogni struttura prestabilita facendo trovare lo spettatore davanti a “Morsa”, una grande composizione di quasi quattro metri, in cui una rete metallica dipinta si interfaccia con la pittura, dando forma ad un’idea costruttiva che fuoriesce da ogni modus operandi tradizionale, amplificando il potere e l’autonomia dell’immagine.

Ed ancora, con  “Robin Wood”, ci si trova davanti ad  una grande opera inedita di oltre tre metri, presentata al MARCA per la prima volta, lavoro in cui è possibile rinvenire la memoria di Vincent Van Gogh in uno scenario in cui il volto del maestro olandese,  tra le fronde degli alberi, si fa  metafora, quasi sotto traccia, ad esaltazione del significato mitico della pittura.  Nella sala centrale, poi,  si trova la “Grande Porta”, lamiera in metallo di oltre quattro metri, dove si aggancia una serie di idoli in bronzo, il tutto per uno spazio museale riletto secondo una concezione spaziale e architettonica.

Cucchi  veicola le immagini con opere plastiche sorprendenti dal sapore ancestrale e primitivo.

<<Sono sculture con le gambe che vanno in processione>>, afferma, finendo con l’ abbracciare la creazione nella sua totalità in una continua strutturazione di segni che si contaminano di suggestioni multiformi, provenienti dalla storia dell’arte, dalle leggende, dalla cultura popolare.

Un percorso, dunque, che non è cronologico o tematico ma  momento di un evolvere che assume vita secondo una costante tensione emotiva nelle sale, dettata da un allestimento particolarmente ingegnoso, una mostra in cui l’artista ha ripensato gli spazi museali tramite un fare che pone nuovi interrogativi sul percorso artistico e creativo, affascinato dalla assonanza tra elementi solo apparentemente in contrasto fra loro.  Ne è conferma ulteriore la presentazione della ceramica  sotto altre forme nella serie dei “Quadri politici svizzeri”, che si possono ammirare attraverso una particolare struttura a cannocchiale.

In queste opere, in cui si ridiscute il punto di vista dell’osservatore, la ceramica è un corpo unico con la pittura, determinando uno slittamento prospettico tra le due tecniche. Cucchi adotta, quindi, le sale del Marca per improntare l’opera secondo una continua contaminazione dei generi, dove le ceramiche, in parte concepite per questa rassegna, appaiono reificate.

Si tratta di miniature preziose che si sviluppano come estensione della memoria permettendo che si affaccino visioni impreviste di paesaggi o di figure, negli elementi propri della sua pittura, in cui si avvicendano soggetti quali cani, galli, case, teschi, oltre ad architetture immaginifiche come le Cattedrali, tutti teatralmente parte di un’unica installazione.

E’ in quest’ottica che va collocata anche La Galleria di Enzo. Appunti di Pittura, una mostra che Enzo Cucchi, nella veste inedita di curatore, ha voluto realizzare insieme a Arianna Rosica nell’ambito del suo progetto proposto al MARCA. Un catalogo edito da Prearo con i saggi dei due curatori e una sezione dedicata all’allestimento del progetto al MARCA danno istantanea fedele dell’evento.

Dal 17 dicembre al 29 gennaio 2012, inoltre,  un piano del museo  sarà dedicato ad una riflessione sull’attualità del mezzo pittorico, attraverso l’esposizione collettiva di un gruppo di giovani artisti tra i più promettenti della scena nazionale, scelti da Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz: Lorenza Boisi, Gianluca Di Pasquale, Ivan Malerba, Angelo Mosca, Pesce-Khete e Michele Tocca, e tra loro  Cucchi con un suo dipinto. Lo scambio generazionale e la rassegna sono corredati da una specifica pubblicazione dove  artisti e i curatori  tentano di rispondere all’ineludibile domanda: “Ma che cos’è la pittura?”.

Daniela Iuli

Marca, via Alessandro Turco 63 Catanzaro

dalle ore 9.30>13/16>20.30

t.+39.0961.746797

www.museomarca.info