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Era Vulgaris, l’età della massificazione culturale nella mostra di Roberto Giriolo al CRAC di Lamezia

Scritto da on 16 marzo 2016 – 08:06nessun commento

God save the sheen! c’è scritto su una delle opere che aprono come un manifesto programmatico la mostra Era Vulgaris presentata dall’artista calabrese Roberto Giriolo  dal 19 al 31 marzo  al CRAC di Lametia Terme (Cz).

Le contraddizioni della società contemporanea, Giriolo le dichiara e le affronta a colpi di colore e a chiare lettere […] – scrive Valentina Tebala, curatrice della mostra- integrando sulla tela parole o messaggi esplicativi-educativi intrisi di amara e dissacrante ironia, corredati da numerosi segni grafEra Vulgaris,acrilico su tela,120x120,2011ici e sagome in cui il nero – un non-colore che per l’artista è sinonimo di assoluta libertà espressiva – regna sovrano. […] sopra di tutti, c’è evidentemente Jean-Michel Basquiat, il linguaggio immediato e polemico del Graffitismo e la cultura Underground, con un tocco di Pop. 

Sì, perché a fare capolino sulle tele – così come sulle tavole o i collages – di Giriolo, troviamo freccette, mappe, cartelli stradali, missili, pompe di benzina e altri oggetti di uso quotidiano, nonché il ripescaggio di personaggi e simboli moderni importanti e pop(olari) come Saddam Hussein o la Statua della libertà, alternata ai Bronzi di Riace, fino alla figura ricorrente del teschio […] Un assemblaggio frenetico di colori e immagini che compongono e illustrano la civiltà vulgaris in una sintesi formale tuttavia equilibrata, suprema e drammatica.

Era Vulgaris è la prima personale che raccoglie pressochè integralmente le opere di Roberto Giriolo. In mostra più di trenta lavori, in cui sono tradotti l’ indagine formale e la  ricerca concettuale e comportamentale dell’artista. L’artista di Cataforio (Rc),  pittore e disegnatore, si serve di tecniche e media spesso molto differenti, dal collage al più disparato e curioso readymade, fino alle installazioni site specific, passando per le immagini della cultura di massa sottratte a giornali, pubblicità o cataloghi di moda, rappresentazione dell’Era vulgaris,  l’era della standardizzazione e della sterilizzazione culturale.

La parabola dello sviluppo umano  sembra avere subito un arresto da quando  l’uomoTo emigrate,acrilico su tela,120x120,2011 sembra giunto a sacrificare ogni responsabilità e dignità intellettuale, perdendo la propria libertà (di pensiero, di parola, di agire), in favore di una comoda omologazione di massa. Era vulgaris  esprime così la denuncia netta e senza sconti di un Occidente capitalistico onnivoro, legato ad una globalizzazione che emargina le diversità culturali e ambientali, nel nome di una riflessione libera e consapevole sulle contraddizioni della società odierna.

Un lavoro politico, finanche scomodo ed ingombrante, che nel panorama artistico italiano si inserisce in questo senso tra quelle piuttosto isolate ricerche impegnate in un ragionamento critico forte e incidente rispetto al contesto in cui si inserisce: il mondo contemporaneo e gli umani che lo abitano”. Giriolo ricorre alle pennellate e alle cromie esplosive di un certo Espressionismo e Graffitismo americano,  ai giochi di senso e parole sulle scie Dada e Pop, (re)interpreta nelle grandi tele pittoriche o nelle tavole in legno, negli acquarelli  e nelle stampe digitali, fino alle installazioni, ai libri e ai prototipi d’artista.

CRAC | Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee
Via Piersanti Mattarella, 11
88046, Lamezia Terme (CZ)
facebook.com/crac | info@crac.eu

Curatore: Valentina Tebala
tebala@hotmail.it

Apologie III,acrilico su legno,100x110cm,2011Gasoline,acrilico su tela,120x120cm,2011Who sell drama,acrilico su tela,160x110cm,2011