Primo Piano »

Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

Leggi tutto »
Home » Arte, Primo Piano

Evan Penny ed il realismo dell’inganno in mostra al MARCA di Catanzaro

Scritto da on 19 aprile 2012 – 07:37nessun commento

Apre sabato 21 aprile 2012, alle ore 18.30 al MARCA, in Via Turco, Catanzaro, per restare aperta sino al 30 giugno la prima mostra in Italia dell’artista canadese Evan Penny.

Re Figured. Il realismo dell’inganno propone quaranta sculture in resina, di cui alcune di grandi dimensioni, come la notissima Aerial #2, ed una selezione di disegni e stampe fotografiche che testimoniano la ricerca condotta dall’artista in oltre un decennio di attività.

Al centro dell’universo artistico di Penny il corpo umano ritratto con marcati tratti iperrealisti, che tradisce ben presto una messa in scena straniante e perturbante, enfatizzata dall’uso di alcuni materiali (silicone) e di tecniche tipicamente multimediali come la distorsione, l’allungamento o la compressione, che l’artista gioca a destrutturare.

Nelle opere della  serie L. Faux (in francese, falso) è evidente la rottura dei limiti tra la percezione naturale e quella offerta dalla tecnologica (le sculture, se osservata a  distanza, danno l’idea di una fotografia, ma se le si osserva da vicino l’impressione è quella  di un corpo vivo) così come nelle sculture distorte delle serie Stretch e Anamorph . Se  “stretch” (stiramento) richiama le manipolazioni rese possibili da programmi per il ritocco delle immagini come Photoshop,  il termine “anamorph” (anamorfosi) viene usato in ottica per identificare immagini distorte che sembrano normali se osservate da una data prospettiva.

Nella serie Backs, Penny propone ritratti di persone reali (Back of Evan raffigura l’artista stesso).  Le figure sono rivolte verso il muro, di spalle al pubblico. Solamente osservando le opere di fianco si nota che i volti diventano sempre più piatti fino a trasformarsi in immagini simili a fotografie. Al contrario, la parte posteriore della testa e le spalle sono scolpite a tutto tondo e si inarcano verso il visitatore. Privi di volti caratterizzati e con le teste rasate, i soggetti si assomigliano tutti e questa mancanza di individualità costringe l’osservatore a cercare di leggere tratti della personalità da dettagli come il profilo, la pelle o i capelli.

<<Cerco di collocare le mie sculture a metà strada tra il modo in cui percepiamo gli altri nel tempo e nello spazio reali e il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri in un’immagine>>, scrive al riguardo Penny.

La rassegna, curata da  Daniel J. Schreiber, direttore della Kunsthalle di Tubingen, e da Alberto Fiz, direttore artistico del MARCA, promossa dalla Provincia di Catanzaro – Assessorato alla Cultura, è frutto di una partnership internazionale che coinvolge il museo del capoluogo insieme alla Stiftung Kunsthalle di Tubingen, al Museum der Moderne di Salisburgo e al museo AGO di Toronto.

Una relationship ed uno sforzo organizzativo di non poco conto per il museo catanzarese che, per quanto giovane,  continua ad inanellare una mostra di successo dopo l’altro e preziosi riconoscimenti anche sul piano internazionale, sottolineati dal Presidente della Provincia Wanda Ferro.

Si può esplorare l’esposizione attraverso il Catalogo, in tre lingue (italiano, inglese e tedesco), che si avvale dei contributi di Evan Penny,  Alberto Fiz, David Moos,  Daniel J. Schreiber e dell’editore.

Info

www.museomarca.com

www.evanpenny.com