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Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

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Il MARCA festeggia 10 anni partendo dal Millennio

Scritto da on 15 gennaio 2018 – 09:17nessun commento

Il nuovo anno si è aperto con una buona notizia, una volta tanto. Il 2017 è stato un anno record per i musei italiani con oltre 50 milioni di visitatori e oltre 200 milioni di incassi. Dati che si collocano all’interno di un trend positivo che, a partire dal 2013,  vede nella classifica della domanda di cultura in pole position musei e siti archeologici. E non solo a Roma, Napoli, Firenze ma anche ad Ostia, Mantova, Reggio Calabria. Non solo il Colosseo ma anche il Museo archeologico di Altamura e il suo omologo nella Città dello Stretto.

La rivincita della provincia? Chissà. A Pistoia, Capitale Italiana della Cultura nel 2017, la Fortezza di 26805302_1428221847288014_4103400394780699261_nSanta Barbara ha registrato in pochi mesi un aumento del 41% del numero di visitatori.

Cifre che ultimamente fanno impallidire altri settori, come musica e teatro. E le regioni che crescono di più sono Liguria e Puglia, e non te lo aspetteresti mai. Insomma, piccole realtà locali crescono. A dirlo sono non solo i freddi dati ma le famiglie che nel week end – non solo nelle Domeniche al museo-  invadono l’imponente patrimonio culturale italiano. A partire dai suoi musei, veri e propri ambasciatori dell’arte del Bel Paese nel mondo. Il trend in aumento, beninteso, non riguarda solo i beni artistici dello Stato ma tutta la galassia delle istituzioni museali italiane, in particolare quelle più piccole, che da un po’ di anni a questa parte costituiscono una realtà solida e agguerrita, che lavora sul territorio e sulle nuove tecnologie, sugli ultimi trend e sulla comunità.

La notizia non può che fare piacere, soprattutto quando si celebra il compleanno di una di queste realtà, il MARCA di Catanzaro. Che spegne 10 candeline ricordando gli artisti che si sono avvicendati nelle sue sale, da Pistoletto a Tàpies, da Rotella a Evan Penny, da Mendini a Cucchi passando per Andrea Branzi e Turi Simeti, tanto per citarne qualcuno. 10 anni di grandi e piccole mostre, di progetti, di incontri. Che vanno ad arricchire la collezione permanente del museo, che vanta opere di Mattia Preti, Battistello Caracciolo, Andrea Cefaly, Francesco Jerace, e il Parco Internazionale della Scultura, magnifico esempio di arte pubblica che coniuga natura e arte all’interno del Parco della Biodiversità Mediterranea grazie ad opere di Buren, Oppenheim, Palladino, Fabre, Gormley, Cragg.

marca millennium3Insomma, un museo che ha lavorato nel tempo sulla memoria collettiva, sull’apertura alle grandi correnti artistiche nazionali e internazionali, sulla capacità di inserirsi e animare il dibattito culturale fuori dalle mura cittadine, puntando anche su giovani artisti calabresi, ospitati nel suggestivo spazio al piano sotterraneo, sulla qualità della proposta  e il dialogo con il territorio. Un laboratorio di idee che con pazienza e tenacia ha offerto, e offre, da sempre il volto forse meno noto della Calabria, quella dell’arte e della cultura.

Per festeggiare  il compleanno, la Fondazione Rocco Guglielmo, cui la Provincia di Catanzaro, proprietaria del Museo, ha affidato la direzione artistica degli spazi, ha pensato a una mostra, intitolata Il Millennio è maggiorenne, che ospita dieci giovani e già noti artisti italiani da Aurora Meccanica, il collettivo che lavora sulla interattività con il pubblico, Davide Bramante, Silvia Celeste Calcagno, Manuel Felisi, Beatrice Gallori, Fabio Giampietro, Dario Goldaniga, il duo Rosfer & Shaokun, che punta sulla performance, Francesco Tricarico, Paolo Troilo, i quali con l’aiuto della pittura, dalla fotografia, del video, della realtà virtuale esplorano il nostro ingresso nel XXI secolo.

L’allestimento, che resterà aperto sino al 20 marzo 2018, è curato da Luca Beatrice che nel suo testo per marca millennio 2il Catalogo della mostra non a caso sottolinea come il presente, e il futuro, dei musei sia nelle mani non già delle maxistrutture firmate  delle archistar internazionali quante delle piccole e medie realtà che sfidano i tempi proponendo idee e volti non mainstream,  portando avanti con coraggio e indipendenza itinerari artistici  non sempre graditi al grande pubblico ma che dietro hanno una progettualità precisa e un senso compiuto.

Allora non resta che augurare al MARCA, buon compleanno!

(Ph. courtesy Elena Bitonte)