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Jole Serreli: tessere la vita delle donne

Scritto da on 27 luglio 2016 – 08:36nessun commento

Dal 29 luglio al 12 agosto Lo Studiolo Home Gallery in C.so Garibaldi, 57 a Pizzo (VV) ospita Animas Memory, una mostra dell’artista e performer sarda Jole Serreli, curata da Lara Caccia.

jole serreli op 2934_3807910378724130202_nLa Notte generò le Ore che vegliano sulle opere dei mortali, e generò le Moire “che concedono agli uomini il bene e il male“, che tessono il filo della vita di ciascuno, lo dipanano, lo recidono quando è giunto il momento. Tessere è un gesto antico, che appartiene al mito e alla storia dell’uomo. Dalle Moire al filo di Arianna alla tela di Aracne, tutto rimanda alla fitta trama dell’esistenza, delle relazioni e della conoscenza. Non è un caso che per nominare la prima struttura di comunicazione globale della storia, Internet, utilizziamo il termine Rete.

Tessere esige metodo, applicazione, pazienza. Attenzione e cura. Esattamente come svolgere e intrecciare i fili di un rapporto. Passando per parole non dette, gesti incompiuti, sentimenti non espressi. Frammenti di pensieri che “scorrono attraverso i fili intessuti che raccordano le varie parti e che divengono man mano elemento di sutura, di guarigione“, come scrive la curatrice della mostra. Ed ecco che in Animas Memory oggetti di memoria e  buste da lettera invadono lo spazio espositivo, lo pervadono, apparentemente senza  ordine  o punti di riferimento ma in realtà congiunte da un filo conduttore.

La lettera ritorna come unico elemento di solidità dei pensieri e della memoria, a discapito della precarietà della comunicazione nella contemporaneità -scrive Lara Caccia-. Così l’artista unisce il concetto di memoria con l’idea del viaggio, inteso come percorso fisico-mentale di crescita. Oppure il viaggio come necessità che porta con sé, da generazioni, un bagaglio fatto di radici: il proprio passato e la propria cultura. Allora ecco che il pensiero, proprio per quella volontà di dialogo con il territorio, si rivolge istintivamente alle persone che ogni anno affidano la loro vita e speranza di cambiamento ad un viaggio, che spesso approda sulle coste della Calabria. Come quei viaggi rimangono sospesi nel tempo e nello spazio dell’incertezza, anche nelle opere di Jole Serreli tutto rimane sospeso, a partire dalla sua sedia, la sua casa così irraggiungibile posta in alto. Anche qualsiasi giudizio rimane sospeso nel tempo, rimane soltanto una traccia tangibile dello scambio di una corrispondenza di sensi.

La mostra pone un nuovo tassello nella ricerca artistica della Serreli,  che fa da tempo dialogare linguaggi  tradizionali, come la scultura e le pittura, con elementi e materiali diversi. Usando sempre più spesso filati, jole serreli op 1stoffe e ricami, che divengono medium della tradizione tessile, di un dialogo approfondito con la propria terra, la Sardegna, e più in generale con le tradizioni dei popoli del Mediterraneo,  testimonianze di un patrimonio tutto femminile. Un fare antico che si perpetua in quei gesti rituali del cucire, dell’intrecciare i fili e del tessere, rinnovandosi di volta in volta ad ogni opera,  desiderio costante di annodare la propria  memoria a quella collettiva, il passato al presente.

Dopo la sua partecipazione al progetto The BoCS-Art, Residenza artistica Cosenza 2015 a cura di Alberto Dambruoso, e la vittoria al Premio Internazionale Lìmen Arte (VII ed.), indetto dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia, Jole Serreli è tornato in Calabria per lavorare insieme alle donne che ancora lavorano la seta a Mendicino (Cs) e  a Pizzo con Animas Memory,  parte di un  progetto più ampio, dedicato al suo maestro Pinuccio Sciola, scomparso da pochi mesi.

 

C’è chi scrive per non dimenticare, io lego oggetti per ricordare.