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L’arte contemporanea si confronta con l’antichità ad Aieta. Intervista a Nicoletta Grasso e Andrea Morello

Scritto da on 6 agosto 2015 – 08:50nessun commento

C’è un’altra Calabria oltre le cattedrali nel deserto, la depurazione inesistente, i rifiuti che invadono le città, la desertificazione dei centri storici, le politiche pubbliche fallimentari. Oltre i grandi eventi appiattiti su proposte di medio livello. C’è chi punta sulle idee e la qualità progettuale, sulla capacità della cultura di disseminare energia e linfa vitale. C’è chi come Nicoletta Grasso e Andrea Morello hanno pensato di invitare ad Aieta, nell’Alto Tirreno cosentino, per FRAC Festival…

IMG_1644…alcuni tra i più accreditati esponenti delle arti visive, della videoarte, del light design, della musica post-elettronica, del dj-setting e della performing art sull’asse Roma-Berlino-UK e li hanno chiamati a interagire con il territorio e il patrimonio artistico di uno dei più bei borghi della Calabria, e non solo.

 

Così le foto di Elisabetta di Salvo, ispirate alla pittura olandese, si fondono armoniosamente con gli affreschi emersi sotto l’intonaco delle sale del Palazzo rinascimentale, le visioni ipnotiche di Pfafinderei dialogano con l’aquila imperiale, emblema dei signori locali e simbolo di Aieta (in greco, aquila), le stelle DSCN1580del firmamento di Starry Night, installazione di auroraMeccanica, sfuggono dal video per dilagare nella volta della sala, sopra le teste del pubblico.

 

E se le luci dei light designer ridisegnano con larghe pennellate di colore la loggetta rinascimentale di Palazzo Spinelli, Daniele Spanò con le sue videoinstallazioni trasforma la facciata del bastione interno facendo danzare corpi umani e geometrici in un moto continuo tra interno ed esterno, spazio individuale e spazio comune, tra palcoscenico e agorà, i Quiet ensamble insediano la loro IMG_1626Natura morta tropicale nella Sala grande costruendo una atmosfera sospesa e irreale che fa da sfondo ai live set.

 

Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, sotto lo sguardo dei personaggi raffigurati negli affreschi del palazzo, ripercorrono le tappe del Gran Tour, dalla Sassonia a Roma, mentre due figure con atteggiamento prepotente e arrogante si inseriscono nel campo visivo in una sorta di coazione a ripetere senza senso, espressione di un turismo massificato e predatorio, lontano anni luce da quello curioso e rispettoso del viaggiatore di epoca romantica.

 

Seguitissimi (e applauditissimi) i live come quello di Ghostpoet, frutto di una IMG_1720delle scene artistiche tra le più vitali in Europa, quella inglese, che ha confermato anche dal vivo le innegabili doti da crooner e la capacità di miscelare sound e tendenze per ottenere risultati godibilissimi.

 

Una formula vincente, quella di FRAC, che il pubblico ha dimostrato di apprezzare, e parecchio. Mille presenze giornaliere all’incirca non sono poco per un format al suo esordio e fuori dai circuiti tradizionali.

 

FRAC nasce dal desiderio di offrire alla Calabria, una regione splendida  ed ancora estranea a questo tipo di iniziative, un festival di ricerca per le arti IMG_1699contemporanee di respiro internazionale, portato avanti da giovani professionisti che intendono offrire un tocco di innovazione, classe e professionalità che spesso si fa fatica a trovare da queste parti –dicono Nicoletta Grasso e Andrea Morello-. FRAC è mosso anche dal fatto di voler portare in questa regione un evento che racchiuda in un unico contenitore, il Palazzo Rinascimentale di Aieta, che porta i segni di una storia secolare, più ambiti: arti visive, live show e audio video, natura, performing arts. E’ un evento promosso da CRAC, Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee, che ha sede a Lamezia Terme in una ex scuola di informatica nel cuore di uno dei quartieri degradati e abbandonati della città.  Nel quale da settembre porteremo le nostre attività: residenze per artisti, live show, workshop, mostre di arti visive, spettacoli di teatro di ricerca e danza contemporanea. 

 

Ho trovato estremamente interessanti e stimolanti installazioni come quella di Pfadfinderei e la performance di Ghostpoet, espressioni di due scene estremamente vitali, come quella berlinese e quella inglese. IMG_1666FRAC offre uno spaccato della galassia artistica europea ma anche un’occasione di confronto con l’ arte classica, rappresentata dalla scelta di collocare le  opere selezionate  all’interno del palazzo rinascimentale di Aieta, facendo dialogare linguaggi diversi. Mi sembra coerente anche la scelta di ambientare tra i severi contrafforti del Pollino, che racchiudono culture millenarie, progetti di un certo respiro creativo e global…

L’idea di base era infatti quella di riempire di contenuti contemporanei un pezzo di storia come il Palazzo Rinascimentale. Il dialogo tra questi linguaggi diversi è risultato esattamente come lo prevedevamo. Le location storiche non sono morte, ma vivono ancora in eventi come questo, e per noi è un aspetto molto importante di FRAC festival.

 

IMG_1652Quali sono i vostri progetti per il futuro? Ci sarà una seconda edizione?

 Stiamo già pensando alla seconda edizione certamente, e vorremo ripeterla sempre nella stessa location, nonostante le difficoltà logistiche. Il fatto è ne vale proprio la pena! Per quanto riguarda i contenuti, gli ambiti saranno sempre quelli proposti quest’anno: arti visive, live show ed audio video, workshop; il prossimo anno avremo in più spettacoli di teatro di ricerca, danza e performance. L’unica nota nuova e sicuramente il fatto che amplieremo i luoghi dove gli artisti si esibiranno: non avverrà tutto solo nel Palazzo ma anche in altre location all’interno del paese. 

Vi aspettiamo a Frac festival 2016!

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