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L’arte e il gesto: al MACA importante retrospettiva di Victor Vasarely e Lucio Fontana

Scritto da on 27 giugno 2014 – 08:30nessun commento

La Calabria conferma ancora una volta la sua attenzione verso l’ arte contemporanea e, dopo Bonalumi al MARCA, spalanca sabato 12 luglio 2014 al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) le porte, sino al 19 ottobre, a una retrospettiva che guarda a due figure di primo piano nel panorama artistico internazionale della seconda metà del Novecento: Lucio Fontana e Victor Vasarely.

 

Una selezione di settanta opere che permetteranno al pubblico di conoscere e approfondire le traiettorie, parallele e speculari, di due interpreti rivoluzionari delle tensioni artistiche e culturali che hanno animato l’Occidente alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Una scelta, per la curatrice Valmore Zordan, motivata da

 

…la grandezza delle idee di Fontana e Vasarely, di origini lontanissime l’uno dall’altro – argentino il primo e ungherese il secondo –, ma accomunati dal viaggio verso i centri nevralgici dell’arte occidentale – Milano e Parigi –, (che) è riuscita a influenzare molti giovani artisti, che pur dimostrando la propria originalità hanno espresso nelle loro opere le idee formative dei due grandi maestri.

 

Lucio Fontana_manifesto_iolas084Teorico e massimo esponente dello Spazialismo, Lucio Fontana teorizza nel Manifesto bianco la necessità di mettere in discussione l’eredità artistica del passato. Italo – argentino, Fontana porta con sé il continuo passaggio tra i due continenti, la vecchia Europa, da una parte, il Sud America, con i suoi fermenti, le sue rivoluzioni, dall’altro. Nel 1949 nascono le prime opere forate, per osare ancora, un decennio più tardi, incidendo sulla tela con tagli netti e decisi. Quel che conta è il valore simbolico e grafico del segno gestuale, moto ininterrotto dentro/fuori, avanti/dietro, che opera sullo spazio dell’opera, sfondandolo per invadere quello reale e creare, ancora, una nuova realtà. Eredità importante, quella di Fontana, che verrà raccolta da molti artisti, da Manzoni a Bonalumi a Castellani, che offriranno un contributo significativo all’arte degli ultimi decenni.

 

 

Arte e realtà sono anche al centro delle riflessioni dell’ungherese Victor Vasarely, che parte da Seraut e Delaunay e dal Puntilismo per approdare convaserely la Op Art a una visione cinetica dell’opera d’arte, che segna uno spartiacque, rispetto al passato, tra ciò che essa è e quello che comunica allo spettatore. Vaserely lo sintetizza così:

 

La posta in gioco non è più il cuore, ma la retina, e l’anima bella ormai è divenuta un oggetto di studio della psicologia sperimentale. I bruschi contrasti in bianco e nero, l’insostenibile vibrazione dei colori complementari, il baluginante intreccio di linee e le strutture permutate […] sono tutti elementi della mia opera il cui compito non è più quello di immergere l’osservatore […] in una dolce melanconia, ma di stimolarlo, e il suo occhio con lui.

 

L’artista ungherese utilizza forme e cromatismi per ricavare dalla “onnipresente dualità” un’unità inscindibile. Una ricerca tesa “all’ampliamento dello spettro di forme inseribili unito al rafforzamento della struttura spaziale della geometria e del quadro” che prosegue tutta la vita, insieme a una rinnovata attenzione verso l’architettura e le trasformazioni sociali e tecnologiche.

 

L’arte del futuro sarà patrimonio comune o non sarà. (Victor Vasarely)

 

lucio fontana 2louisiana300

vasarely tigres-1938

 

 

 

 

 

 

Orari:   dal martedì al sabato, 9-13 e 16-20 / la domenica, 10-13 e 16-20

Info:

Tel. 0119422568

info@museomaca.it

www.museomaca.it