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L’arte minimal di Cristina Pullano alla 54 edizione della Biennale di Venezia

Scritto da on 21 luglio 2011 – 06:38nessun commento

Tra polemiche e fragori si è aperto il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia curato da Vittorio Sgarbi che, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha coinvolto tutte le Regioni in un progetto che intende proporre una vetrina della creatività del Belpaese con l’esposizione delle opere degli allievi più promettenti delle Accademie di Belle Arti.

Tra gli artisti invitati ad esporre nella sede del Padiglione Calabria di Villa Genoese Zerbi, a Reggio Calabria, Cristina Pullano, che propone  uno dei suoi lavori, Untitled.

 

Cristina, catanzarese doc, vive e lavora nel capoluogo dove sperimenta linguaggi e codici espressivi diversi, percorrendo con disinvoltura i territori dell’arte contemporanea, della fotografia, della musica.

Chi è Cristina Pullano?

Quando mi si chiede chi sono, non amando le “liste della spesa”, rispondo più o meno sempre alla stessa maniera: mi chiamo Cristina Pullano e sono nata nel 1981 sotto il segno dei Pesci. Ho compiuto studi artistici (Liceo prima, Accademia di BB.AA. poi), e ho fatto – e continuo a fare – diverse esperienze lavorative, un po’ per curiosità, un po’ per voglia di mettermi in gioco, seppure in ambiti prevalentemente collegati alle arti visive.

 Cosa è l’arte per te?

 Se penso a cosa sia l’arte, non posso esimermi dal chiedere a me stessa cosa voglio comunicare con quella che viene definita tale. E’ un linguaggio, un codice con cui si può parlare di cose impossibili o comunque difficili da trasferire in altri modi.

 Cosa pensi dell’arte contemporanea in Italia?

 Non seguo in maniera sistematica le vicende delle arti figurative in Italia e nel resto del mondo da quando ho terminato gli studi. Però mi diverte imbattermi ogni tanto in riviste, cataloghi o libri di settore e notare che sembra continui a persistere la stessa gran confusione che rispecchia esattamente lo stato dell’umanità in questo momento storico. A me non interessa questo genere di caos, di rumore, di soggettività sfrenata ed esibita in maniera troppo spesso esasperata, scambiata per estro o, ancora peggio, per genio. Continuo a preferire l’arte che si eleva ed aiuta l’essere umano a fare la stessa cosa, come succedeva per l’arte antica per esempio. Amo e rispetto l’arte che si sforza di trascendere se stessa, se necessario, in virtù di una tensione che porta inesorabilmente verso l’Alto. Ritornando alla domanda, tutto questo caos comunque non mi preoccupa granché, anzi mi auguro che si saturi tutto al più presto e completamente, irreversibilmente, affinché avvenga un cambio netto. Tutto quello che sta accadendo in ogni ambito credo sia positivo anche perché finalmente emergono le eccellenze, se non altro per contrasto con il resto.

Nei tuoi lavori è presente un riferimento costante alla vita di tutti i giorni ed ai suoi oggetti. Quali  sono – se esistono naturalmente – i tuoi riferimenti culturali ed artistici e quanto la tua esperienza pittorica si nutre delle altre espressioni artistiche che prediligi?

Il figurativo mi consente di indagare meglio me stessa attraverso volumi, ombre e luci, osservando gli oggetti che scelgo. Esistono anche per me dei modelli, ma sono talmente tanti e trasversali per epoche e discipline che mi è difficile dettagliare di quali si nutre il mio piccolo operato.

 

Parliamo di Untitled, il lavoro che esponi al Padiglione Calabria della Biennale 2011.

E’ il ritratto di una radio che risale agli Anni ’60, credo, che ho trovato rimettendo in ordine un garage e che ho deciso di portare con me. Sicuramente rispecchia l’amore che provo per la musica, ma semplicemente trovavo bella l’idea di restituire dignità ad un oggetto dimenticato, con una storia tutta sua, che esteticamente trovo ancora affascinante anche se non funziona più.

  

Cristina, sei un vulcano di idee e progetti. Ci accenni a quel che farai nel futuro prossimo?

 Ho ricevuto inviti stimolanti sia in senso strettamente artistico che musicale. Sceglierò quotidianamente se e come proseguire, se da sola o se con altri. Ho diverse cose che mi passano per la testa, attendo i tempi e i luoghi adatti per realizzarle. Starò attenta a non impigrirmi nel frattempo.

Info 

 crispull@gmail.com

www.myspace.com/criside

www.soundcloud.com/cristinapullano