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Le rappresentazioni dell’Eros

Scritto da on 11 aprile 2012 – 02:41nessun commento

Prende il via oggi,  fino al 23 aprile 2012, alla Domus Talenti di Roma, a cura di Eva Czerkl, la terza edizione dell’evento EroticaMENTE incentrato sulle forme più simboliche e allusive dell’erotismo sino ad arrivare alle rappresentazioni più dichiarate e provocatorie, in un percorso di poetiche varie, di stili, tecniche, tracciati, passando attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, l’arte digitale, l’installazione, il video.

Ancora l’Eros, in tutte le sue forme e sfaccettature – amore, passione, desiderio, sessualità, pensiero, ossessione – come uno degli impulsi cruciali dietro la creazione artistica, tanto inafferrabile quanto lo è l’Arte stessa protagonista della mostra.

E'ROSa 3 di Marò D'Agostino

Tra i  28 artisti italiani e stranieri chiamati a cimentarsi con l’appassionante tema anche la calabrese Marò D’Agostino che presenta le sue elaborazioni fotografiche E’ROSa. Marò D’Agostino è artista fuori da ogni catalogazione e circuito, naturale ed estrema, adopera i materiali creativi con entusiasmo e forza, restando tenacemente defilata dalle ribalte. In Calabria, nella Locride, dove vive, è responsabile di Arkè e di Ant’art, rispettivamente studio di progettazione-galleria e laboratorio di produzione; qui porta avanti la sua ricerca artistica e professionale,  promuovendo contestualmente le istanze di artisti e movimenti creativi indipendenti.  Nella sua esperienza d’artista e performer combina le personali esperienze intorno al tema dello spazio concepito come dimensione fisica e spirituale di flussi e di intersezioni.

“A dieci anni  facevo, in un quaderno a righe, dei disegni erotici –  quasi  un bisogno  di dare alla mia fantasia la possibilità di espandersi in un territorio, quello della sessualità, enorme e già ricco di stimoli e domande –  Forse, una modalità precocemente intellettuale di agire l’eros. Per quel quaderno ho ricevuto da mio padre il primo ed unico ceffone della mia vita.  Bambina d’indole spiccatamente ribelle, mi convinsi che aveva sbagliato ma rispettai il suo gesto con un sorriso un pò beffardo che ancora mi vedo addosso.  Appena uno o due anni dopo, “maturai” la decisione che da grande avrei fatto l’architetto.

Amo le rose. Le coltivo con la stessa passione profonda dei  desideri, entrano  più del cemento nei miei progetti e, a volte, fin’anche lasciano il loro indescrivibile profumo nella quotidianità dei miei committenti; di recente si sono materializzate nel design di alcuni oggetti che produco, trovando posto nelle  ultime sperimentazioni visive. Dedico  questi sorrisi di rosa alla memoria di mio padre dolcissimo”- conclude Marò D’Agostino.

‎”le rose, si sa, sono fatte per nascondere gli abissi e, nel medesimo tempo, per indicarli” (F. Fortini)