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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Luca Viapiana, la pellicola e la tela per raccontare la realtà

Scritto da on 2 giugno 2014 – 11:14nessun commento

Un ragazzo come tanti,  la famiglia, lo studio, gli amici, le ragazze. Poi un brutto incidente. L’abisso e la vita  che ricomincia, poco per volta. Raccontando storie di varia umanità. Fermando l’attimo in un fotogramma. O sulla tela. Così dieci anni fa Luca VIapiana fonda la Zatita Production, di cui è direttore artistico, e comincia a raccontare di se e della propria terra, la Calabria, cerca nuovi linguaggi per narrare, anche per immagini, la realtà, frugando nella memoria spesso dimenticata di una comunità senza passato né futuro.

Nascono film, inchieste, web series , daForse quell’insalata di pollo a Cz in fieri, Terra di donna, La giostra, Troppo poco, Catanga (girato in stop motion). Per Luca è uno dei tanti modi che gli consentono di esprimersi creativamente, possibilità di “organizzare lo spazio di lavoro” – che sia nell’inquadratura o sulla tela o sulla pagina scritta, poco importa- cercando nuove strade per comunicare.

lucaviapiana

Zatita, una piccola casa produttrice indipendente, fondata con altri professionisti che hanno deciso di mettersi in gioco, nasce dal desiderio di conoscere e capire l’umanità potente che si cela in certe persone e le storie uniche di cui sono espressione. Studiando sceneggiatura ho iniziato a voler raccontare, approfondire, condividere,  magari utilizzando nuove modalità di comunicazione, scrittura creativa e regia. Anche se oggi non si può prescindere dal connubio cinema – finanza per dedicarsi a prodotti cinematografici impegnativi, l’avvento del digitale ha fortemente democratizzato l’accesso al film making attivo, facendo sì che anche realtà locali con risorse limitate possano dire la loro.

 

Il cinema non è la tua sola passione, c’è anche la pittura, che non hai mai abbandonato. Sei appena tornato dalla Grande Mela dove sei stato ospite della famosa Agora Gallery, nel West Village…

Ho recentemente esposto a New York all’interno della mostra Sensorial Perspectives, una esperienza che si è rivelatalucaviapiana gratificante e formativa, sotto diversi punti di vista. L’incontro con loro è stato del tutto fortuito. Sono stato selezionato tramite la rete grazie ad una serie di opere che avevo inserito su una piattaforma web che accoglie artisti e galleristi da tutto il mondo. Sul piano professionale, prendere parte ad una esposizione internazionale in una città da molti considerata la culla dell’arte contemporanea è una grande occasione per presentarsi, condividere, confrontarsi. Sul piano creativo e conoscitivo, rappresenta un momento di arricchimento unico: la collettiva che ha ospitato le mie opere è stata affiancata da East meets West, mostra dedicata alle opere di artisti asiatici sbarcati nella Grande Mela. Ho incontrato artisti provenienti da ogni angolo del pianeta, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Alaska a Cuba. Un melting pot esplosivo di stili, culture e punti di vista che non poteva non sorprendere o lasciare illesi. E ovviamente mi sono fatto portatore della mia matrice culturale, di quella inesauribile e privilegiata fonte d’ispirazione che è la cultura mediterranea. Che da sempre permea, accompagna e caratterizza la mia sensibilità artistica.

 

Come nasce la tua passione per l’arte?

Fin da ragazzino … Già nel 1984 facevo disegno dal vero a sanguigna e carboncino, cercando di sviluppare e migliorare l’applicazione della proporzione e l’analisi della figura classica.

 

lucaviapiana2_oLa tua opera è stata definita una “mitologia senza tempo” e tu stesso hai parlato in effetti di un’arte che va oltre lo spazio e il tempo. E, io aggiungerei, in un mashup di tecniche e modelli espressivi…

Nelle mie opere tendo costantemente ad estetizzare a dismisura figure e contesti proiettandoli in una dimensione prossima (da qui l’uso degli scontrini fiscali, che uso per raccontare cinicamente il quotidiano di un soggetto contemporaneo figurato) e nel contempo mitica e non del tutto decifrabile, come quelle parti di noi stessi ignote perfino a noi stessi. E non è forse un caso che nella rassegna newyorkese le mie opere più apprezzate siano state quelle più legate al nostro patrimonio di conoscenze: “Danae”, reinterpretazione in chiave allegorica dell’omonimo mito ellenico che la vede partorire Perseo dopo esser stata ingravidata da Zeus sotto forma di pioggia d’oro e “Untitled 01”, opera carica di simbolismi legati alla cultura pagana e cristiana, raffigurante una cicogna che può sembrare crocifissa ovvero un uccello angelico che si libra nell’aria, a seconda della lettura che le dà lo spettatore.

Una questione di prospettiva. Come nella vita.

Bio,info e opere di Luca Viapiana sono sul sito www.lucaviapiana.com