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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Mostre: A colpi di matita, come la satira ha visto la Grande Guerra

Scritto da on 16 ottobre 2017 – 18:08nessun commento

La guerra insomma era tutto quello che non si capiva. Scrive così Louis-Ferdinand Cèline nel suo capolavoro, Viaggio al termine della notte, per parlare di come anche un evento, la guerra, che irrompe nella quotidianità di milioni di persone, distruggendola, debba assoggettarsi inevitabilmente allo scacco di non trovare parole e forme espressive, fuori dalla propaganda, per elaborare e raccontare. Da un lato c’è l’urgenza del racconto dall’altro la sua inesprimibilità secondo i codici che ci sono noti. Come rappresentare, ma soprattutto come dare senso a quell’immane carneficina che è stata la Grande Guerra?

Una domanda che si sono posti gli uomini al fronte insieme a scrittori e poeti, cineasti, fotografi e A-colpi-di-matita-la-Grande-Guerra-nella-caricatura_galleryfullvignettisti. Sì, vignettisti. Anche la satira contribuì, infatti, alla propaganda di Stato quanto a scardinare luoghi comuni, simboli e immagini ricorrenti per denunciare una catastrofe che ha distrutto intere generazioni. Prima dello scatto fotografico, da fine ‘800 in avanti sono la matita e il pennello a tradurre in immagini e rendere comprensibile a un pubblico spesso illetterato la follia del conflitto. Sono le riviste illustrate soprattutto, veri e propri organi informativi diffusi un po’ in tutti gli strati sociali in Europa, a veicolare nuovi canoni espressivi per raccontare eventi culturali, politici e di costume.

Parte da qui A colpi di matita: la Grande Guerra nella caricatura, una mostra realizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro nell’ambito delle manifestazioni in occasione del centenario della Prima guerra mondiale che da martedì 24 ottobre (inaugurazione ore 17,30) e fino al 3 dicembre approda al Musmi, Museo Storico Militare.

La prima guerra mondiale, ad un secolo dalla sua conclusione, può essere studiata ed approfondita sotto molteplici punti di vista: sociali e antropologici, tecnologici, medico-scientifici, letterari che assieme a quelli militari e geo-politici ne consentono una chiave di lettura a tutto tondo -ci dice Vincenzo Santoro, studioso di storia militare e Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro di Catanzaro, uno dei partner della mostra catanzarese-. Un punto di vista importante è sicuramente quello dell’arte, attraverso la quale possiamo conoscere tutto ciò che era presente prima, durante e dopo il conflitto. La mostra “A colpi di matita – La caricatura nella Grande Guerra” propone un percorso attraverso la storia delle più importanti riviste illustrate e dei suoi collaboratori in un arco temporale che va dal 1890 al 1920, dando la possibilità di conoscere le opere di caricaturisti, vignettisti e grafici di alta caratura artistica. Lo scorso anno è stato sottoscritto un Protocollo di intesa tra l’Amministrazione provinciale di Catanzaro, attraverso il Musmi, e la Fondazione Museo Storico del Trentino, finalizzata ad uno scambio di iniziative culturali tra i due musei. Ecco che il Musmi, con la collaborazione della Federazione di Catanzaro dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’Associazione Calabria in Armi e di altre associazioni anche trentine, diventa tappa di una mostra che è stata proposta in prestigiosi musei del nord Italia e che per la prima volta arriva nel centro sud. Il Protocollo prevede, inoltre, nell’ambito degli scambi tra Musmi e Museo Storico del Trentino, che quest’ultimo a sua volta ospiti parte dell’Archivio Stranges, testimonianza significativa della partecipazione della Calabria e dei calabresi alla Grande Guerra, inaugurata un anno fa con discreto successo proprio al Musmi.

L’allestimento, curato da Danilo Curti-Feininger e Rodolfo Taiani, offre una selezione di oltre 300 immagini tratte dalle più importanti riviste illustrate del periodo, da Semplicissimus a Le Mot a La A_colpi_di_matita_01Tradotta, alcune delle quali portano firme prestigiose, come George Grosz, Lyonel Feininger, Golia (Eugenio Colmo), Theodor Heine, Paul Hiribe.

La Fondazione ha utilizzato centinaia di materiali provenienti da musei e istituti di diverse parti d’Europa per una mostra che costituisce un unicum nel suo genere. Nulla più della satira e dell’umorismo sa tradurre in immagini, anche forti, il sangue e la morte sui campi di battaglia, le aberrazioni, il cinismo e l’ipocrisia che albergano nelle alte sfere militari, come nella politica e nell’economia, restituendo con linguaggio semplice, forte e diretto la realtà della guerra. Alla fine, sarà una risata che vi seppellirà.

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