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Nel cuore della Calabria un parco museo d’eccezione: MuSaBa

Scritto da on 21 gennaio 2011 – 03:18nessun commento

A Mammola (RC) un’esperienza unica nel suo genere: il Museo Santa Barbara.

Frutto della passione e della tenacia dell’artista calabrese Nik Spatari e della sua compagna, Hiske Maas, che lo hanno istituito negli anni ’60, il MuSaBa è un tripudio dei sensi ed un viaggio tra passato e presente nell’ arte, nell’ architettura, nell’archeologia  e nell’ambiente .

MuSaBa, difatti,  è  nel contempo un enorme spazio verde di 7 ettari tra la fiumara del Torbido ed il promontorio di Santa Barbara; un’ area archeologica che ospita un Monastero certosino,  una chiesa risalente al 1100 ed un sito dell’età del ferro;  un Parco-Museo, in cui arte contemporanea ed ambiente si incontrano in una nuova visione del museo e dell’arte all’interno del paesaggio extra-urbano,  chiamato ad ospitare opere ed installazioni site-specific di Nick Spatari (Concetto Universale, SaBalizard, L’ombra della sera) e degli artisti,  di diversa provenienza, che hanno frequentato il Museo  nel corso degli anni; una Collezione di arte contemporanea con opere, tra gli altri, di Spatari, Giacometti, Baj, Rotella, Macario; un Laboratorio di formazione e ricerca aperto ai giovani; un’area multimediale e biblioteca.  Al centro del parco la Foresteria, un complesso che può ospitare fino a 22 persone, impreziosito dai mosaici di Nik Spatari.

MuSaBa è anche una Fondazione che gestisce l’intero complesso e porta avanti da tempo diversi progetti condotti con partners locali, nazionali ed internazionali, rivolti alla promozione delle attività artistiche, alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio architettonico e ambientale calabrese, alla realizzazione di seminari e workshop  di educazione e formazione nel campo del restauro e delle arti applicate, rivolti agli studenti ed agli adulti.

Insomma, un parco tematico dedicato all’arte in tutte le sue sfumature e declinazione grazie ad un progetto,  unico nel suo genere, di rifunzionalizzazione di uno spazio magico, sospeso tra il medioevo ed il presente, alla ricerca di nuovi valori e linguaggi artistici che traggono linfa dalla contaminazione  con il territorio e con le diverse esperienze che vi operano.

Un cantiere in progress in cui si sperimentano diversi modelli non solo artistici ed architettonici ma anche di sviluppo sostenibile  in un’area , come quella dell’Aspromonte i cui massicci imponenti , le fiumare, i corsi d’acqua perenni , i paesaggi incontaminati nulla hanno da invidiare a poli turistici più blasonati nel resto d’Europa.

Nik Spatari è pittore, scultore, architetto e artigiano.

Negli anni ’50-’60 la passione per la grande architettura e per l’arte, lo porta lontano dalla Calabria in un lungo peregrinare in tutto il mondo, dove ha modo di sperimentare nuove tecniche e tematiche e dove ottiene i primi riconoscimenti internazionali.

Approda infine a Parigi, dove frequenta lo studio di Le Corbusier e dove conosce  Jean Cocteau, Max Ernst, Picasso, Sartre.

Studia i maestri del passato, Giotto, Masaccio, Leonardo, Michelangelo, El Greco, e, tra i moderni, Klee, Kandinski, Nolde, Picasso, Dufy, Gaugin, Modigliani, Max Ernst, oltrepassando i diversi generi per acquisire una propria originale dimensione artistica e creativa.

Ma è la Calabria <una terra mitica, da cui Nick Spatari ha ereditato le più alte valenze poetiche e culturali> come afferma Francesco Gallo (Diario di Nik, in Nik Spatari. Il transumante del post dinamismo, MuSaBa, 2007) la stella polare dell’artista che vi ritorna alla fine degli anni ’60 per concentrarsi sul recupero dei resti del monastero certosino di Santa Barbara e la sua trasformazione nell’attuale parco museo, anche grazie al coinvolgimento di artisti, critici ed architetti come Restany, Bonito Oliva, Zevi, Portoghesi, Burri, Schifano, Rotella, Argan.