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Pane al mondo: Chiara Dynys al Marca di Catanzaro

Scritto da on 24 agosto 2015 – 08:57nessun commento

360  forme di pane in alluminio e  dimensioni diverse, poggiate su un tappetto ellittico  con l’immagine del planisfero; il modello del mondo in forma di arazzo, con sopra una spiga in metallo protetta da una boccia di vetro. Si chiama  Pane al mondo ed è l’opera che dà nome all’omonimo progetto che Chiara Dynys, una delle nostre artiste più apprezzate anche all’estero, porta al MARCA di Catanzaro dal 10 luglio al 9 settembre, iniziativa dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro in partnership con la Fondazione Rocco Guglielmo.

IMG_156250 opere per celebrare, nell’anno di Expo e in continuità con i temi affrontati,  il pane, elemento di base per diverse culture gastronomiche e simbolo per eccellenza del concetto di cibo. 50 opere per ricordare che la sostenibilità ambientale passa dal cibo sano, sufficiente e nutriente e, aggiungiamo, giusto, da una alimentazione equilibrata e in armonia con la Natura, dalla diversità alimentare.

Così, in Pane al mondo  le forme di pane sono sparse sui continenti, per ricordare a tutti che il diritto al cibo è un diritto fondamentale per tutti gli esseri umani (come spiega anche la Carta di Milano) e che le disparità crescenti tra chi mangia tutti i giorni e chi  neanche una volta  si rifletterà anche sulle zone più ricche del mondo.

In Poisoned Flowers,  fiori fantastici sbocciati in un ideale giardino dell’Eden, che fanno parte dell’ultima produzione dell’artista, appaiono e scompaiono davanti allo spettatore, grazie alla stampa lenticolare, accentuando l’effetto onirico dell’insieme, quasi a sottolineare il moto IMG_1565perpetuo tra l’essere e il nulla, la vita e la morte.

Ancora  fiori e la luce, centrali nell’estetica della Dynys, sono i temi esplorati nel resto delle opere esposte, come Tenda di luce, che rimanda al tema della casa.

L’allestimento, in questi ultimi mesi a Roma nella sede della FAO, è uno spaccato della produzione dell’artista che utilizza materiali diversi, passando dalla luce al vetro, dagli specchi alla ceramica, alle fusioni, al tessuto, al video e alla fotografia per rappresentare il mondo nelle sue molteplici forme e la soglia che segna il passaggio tra il reale e l’altrove.

Ho usato spesso la parola passaggio per parlare del mio lavoro. Infatti ciò che è comune a tutti i miei lavori è il senso dell’attraversamento.

Chiara Dynys ha partecipato a personali e collettive nei principali musei, fondazioni e gallerie internazionali, dal Museo di Saint Etienne,  al Ciac di Montreal, al Kunstmuseum di Bonn, Museo di Bochum, Pac di Milano, Museo Pecci Prato e Milano, Rotonda della Besana Milano, Museo Bilotti, Centro D’arte Italiana a Foligno, Museo Mart di Rovereto , ZKM Karlsruhe e al Museo Poldi Pezzoli Milano. Le sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

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