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18 settembre 2017 – 10:26 |

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Parchi d’ arte, Wunderkammer delle meraviglie

Scritto da on 20 maggio 2014 – 08:29nessun commento

Un centro di biodiversità degli ecosistemi e di biodiversità … artistica. Stiamo parlando del Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, esperienza unica nel suo genere, quantomeno nel Sud, in cui convivono 50.000 specie floreali e un patrimonio faunistico straordinario, fatto di gufi reali, falchi, grifoni, aironi, pappagalli, cervi, daini, e diverse specie rare, ospitate dal Centro Recupero Animali Selvatici, una rete sentieristica di 48 ettari in una foresta fittissima, insieme a 23 opere d’arte di 10 artisti di fama internazionale come Tony Cragg, Jan Fabre, Antony Gormley, Marc Quinn, Dennis Oppenheim, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto e Mauro Staccioli.

 

Frutto di una poderosa opera di risistemazione di un’area tradizionalmente ad alto tasso di biodiversità, la Scuola Agraria, il Parco, realizzato nel 2005, è oggi una realtà avanzata nel campo della eco-sostenibilità come spazio pubblico, restituito ai cittadini per essere utilizzato e condiviso da tutti  -anche con l’aiuto di eventi come Settembre al Parco, che ha portato in Calabria negli ultimi anni il Gotha del rock e dell’R&B internazionale-, ma anche modello maturo di gestione ambientale e di valorizzazione turistica del territorio grazie al coinvolgimento di artisti chiamati a lavorare nel e per la città.

 

Nel resto d’Europa li chiamano Giardini delle Meraviglie o Parchi artistici, termini dietro cui si cela una progettualità complessa, che traduce e rielabora  le naturali connessioni tra natura, storia, cultura di un territorio ponendo le condizioni per un dialogo permanente tra le stesse, facendone terreno di lettura e di confronto sulla nostra contemporaneità.

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Se n’è parlato nei giorni scorsi in un incontro organizzato a Mantova dall’associazione Mantova Creativa intorno alla realtà e alle prospettive future dei parchi di scultura, con l’intervento di storici dell’arte, critici e direttori di musei, come Renato Barilli, Enrico Crispolti, Alberto Fiz, direttore artistico del Marca di Catanzaro, che hanno lanciato la proposta di una rete tra le strutture esistenti, da Nord a Sud, fondate su progetti curatoriali seri e precisi.

Si chiamano Giardino dei Tarocchi, Art Park (Udine), Parco Sculture del Chianti (Siena), Selva di sogno, Chiusdino (Siena), Fattoria Celle (Pistoia), Arte Pollino, Parco Fiumara e Castel di Tusa, in Sicilia, spesso ricavati in borghi antichi o in aree disabitate, che rappresentano sempre più un modo sempre per allontanarsi dal tran tran quotidiano e per ritrovare se stessi tra le bellezze della natura e dell’arte. Aiutando i visitatori a allenare la creatività e i sensi  e a interessarsi ed approfondire un settore, l’arte contemporanea, ancora poco conosciuto.

 

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