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Pensiero e pratiche femministe in uno scatto: incontro con Raffaella Perna alla Fondazione Rotella

Scritto da on 4 novembre 2014 – 12:55nessun commento

Il prossimo  11 novembre 2014 ore 18.00 alla Casa della Memoria, sede della Fondazione Mimmo Rotella, a Catanzaro, la  Fondazione Rocco Guglielmo, la Fondazione Mimmo Rotella ed il Rotary Club Catanzaro Tre Colli presentano Arte e femminismo in Italia, un incontro con Raffaella Perna, storica e critica di arte contemporanea e fotografia.

pERNACuratrice di mostre, collaboratrice del periodico alfabeta2,  autrice di diversi saggi, tra i quali Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta (Postmedia Books, Milano) e Il gesto femminista. La rivolta delle donne: nel corpo, nel lavoro, nell’arte  insieme a Ilaria Bussoni (DeriveApprodi, Roma),  Raffaella Perna riporta alla luce un capitolo inesplorato dell’arte contemporanea, ridando voce a quelle artiste che quarant’anni fà affidarono alla fotografia il compito di rappresentare istanze e riflessioni al centro del dibattito interno al movimento femminista in Italia. Ma anche, più in generale, riportando alla luce simboli, azioni e pratiche politiche di un movimento che ha dato la miccia a una riflessione radicale sul ruolo maschile, sul potere e sulla sua “non neutralità”, sull’appartenenza e sulla necessità di riappropriarsi di se stesse, del proprio corpo e della propria anima, oggetto quotidiano dello sguardo e del desiderio maschile.

 

Temi, questi, che hanno trovato spazi di rappresentazione e elaborazione privilegiati  nella letteratura, nel cinema, nel teatro, nelle arti visive. E’ soprattutto la fotografia, tuttavia, a svelare i paradossi di una società declinata da secoli a un modello di pensiero unico, universalistico, maschile, asessuato. Lo fà attraverso la particella elementare del nostro essere nel mondo, il corpo, espropriato e alieno a se stesso, da sempre oggetto di rappresentazione, immaginazione, caratterizzazione da parte degli uomini.

 

raffaella perna femminismoGli autoritratti di Francesca Woodman, le opere di Marcella Campagnano, di Ketty La Rocca, Suzanne SantoroCarla Accardi, partono proprio dal corpo femminile per segnare i confini di nuovi territori in cui tutto è possibile, ritornando alla dimensione corporea e al suo straordinario potere di visione e di dialogo, di ribellione, di esplorazione e sperimentazione, anticipando linee di tendenza artistiche e performative  tra le più interessanti e innovative dell’attuale panorama culturale. Nel tentativo di ripensare l’arte, e il mondo, partendo da uno sguardo sessuato.

 

 

Le avanguardie femministe degli anni ’70, molte artiste di quegli anni, hanno fatto dell’auto-rappresentazione e della rappresentazione dell’immagine femminile, il tema della loro ricerca e il libro di Raffaella Perna, Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta, è la testimonianza della situazione italiana non molto conosciuta e studiata. Certamente una traccia è rimasta, soprattutto perquanto riguarda l’attenzione alla corporeità. Molto interessante è anche l’analisi che fanno Alessandra Gribaudo e Giovanna Zapperi nel loro volume Lo schermo del potere. Femminismo e regime della visibilità. Mi sembra che in questa attenzione competente ci sia la necessità di ridefinire e forse riparlare della relazione tra immagine, rappresentazione e costruzione delle soggettività. Farlo partendo dalla critica al sistema di giudizio, soprattutto morale. (Marcella Campagnano)