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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Strapp-Street: l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro rende omaggio a Mimmo Rotella

Scritto da on 29 gennaio 2016 – 17:04nessun commento

L’8 gennaio di dieci anni fa se ne andava Mimmo Rotella, uno degli artisti più rappresentativi dell’arte italiana del ‘900. Catanzaro, la sua città natale, lo commemora con una serie di eventi, aperti dai giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti che negli spazi della Galleria Mancuso espongono dal 29 gennaio le loro opere dedicate al Maestro.

strapp street arte 253_1760295315331993357_nL’allestimento si intitola Strapp-Street, titolo che rievoca il nucleo centrale dell’opera dell’artista catanzarese. Da un lato, il gesto -ribelle, sacrilego, protestario- dello strappo, che evoca le lacerazioni del reale e la critica alla società dei consumi, ma anche il furore iconoclasta dell’arte dagli anni ’50 in avanti, che nel gesto distruttivo sottrae l’opera alla ripetitività e alla lezione classicista, per restituirle un rinnovato valore.

Dall’altro, la strada, dimensione spaziale, sociale, architettonica e concettuale, labirinto di segni da utilizzare e ri-utilizzare. Street art e arte totale che attinge ai labirinti della quotidianità. Rotella aveva indicato la strada con Virus, un’opera del 1987. Qui, come scrive Alberto Fiz nel presentare la produzione di quegli anni dell’artista catanzarese,

i manifesti squarciati convivono con le interferenze di una pittura sovraesposta e rapsodica, apparentemente casuale e anonima, nata dal desiderio di mimetizzarsi …

Rotella provocatore, ladro di realtà. Da altri provocatori del suo tempo, tuttavia, Rotella volle sempre distinguersi. A lui interessava lavorare su colori e forme per ottenere uno spazio nuovo, che attingeva al cinema come ai prodotti più tipici dell’homo ludens,  dalla Coca Cola all’italica San Pellegrino. Nello spirito di un uomo sempre attento e curioso come lui era. Un po’ come Warhol, a cui il catanzarese si sentiva più vicino che ad altri.

La mostra, curata da Simona Caramia con il patrocinio del Comune di Catanzaro e della Fondazione Rocco Guglielmo, propone  Diciotto lavori, tra opere scultoree, installative e decollage a parete, realizzati da un nutrito gruppo di studenti che reinterpretano le vetrine e gli spazi della Galleria.

Nel corpo a corpo con Rotella, con la tecnica del decollagfoto 5e e con una materia effimera com’è la carta da manifesto, si sono cimentati Nicola Bevacqua, Francesca De Fazio, Angelo Gallo, Daniele Giglio, Isabella Marino, Simona Massara, Denise Melfi, Tommaso Palaia, Ilario Parentela, Martina Parretta, Ilenia Pasqua, Stefano Pullano, Bruno Schiafone, Lucrezia Siniscalchi, Valentina Siniscalchi, Antonio Tolomeo, Laura Viola.
Che giocano con i frammenti di una realtà liquida e complessa, miti d’oggi (e a volte di ieri), sulle orme di Roland Barthes,  per riflettere sulla crisi economica,  valoriale e di sistema in cui versa la società.  Accanto a uno dei miti inossidabili dell’ultimo mezzo secolo, David Bowie, ci sono la Moira Orfei di felliniana memoria e Star Trek, le grandi produzioni hollywoodiane …
Lacerti temporali ed epifanie del desiderio, fratture profonde di un discorso che può comporsi e ricomporsi continuamente, che emergono alla superficie con forza propria, davanti alla quale l’intervento dell’artista va sempre di più a rarefarsi fino ad annullarsi.
Il risultato non è un melting pot, ciò che viene messo in scena non sono più mescolanze e contaminazioni ma lacerazioni nel tessuto vito dell’esistenza.

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