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Vernissage: Caterina Arcuri, immagini fuori fuoco del reale

Scritto da on 2 febbraio 2018 – 08:08nessun commento

Artisti, curatori, critici, galleristi. SetUp Contamporary Art Fair, la fiera che si svolge da sei anni a Bologna, li ha messi insieme alla ricerca di  processi utili a ripensare il sistema dell’arte e a fare economia della cultura. Dal 1 al 4 febbraio SetUp cercherà di innescare la miccia di nuovi cortocircuiti tra economia e cultura, tra gallerie e collezionisti, tra esperienze vecchie e nuove, tra il Nord e il Sud del mondo. Tra gli espositori ci sarà anche l’artista calabrese Caterina Arcuri con il progetto XXL Reflex, presentato insieme a Scripta Lucis, firmato dalla pugliese Rosemarie Sansonetti.

XXL Reflex_1Il progetto, di cui vi proponiamo in anteprima le immagini, esplora due coordinate fondamentali della ricerca artistica di Arcuri, luce e forma. Una luce che diventa forma, una forma che si trasforma in luminosità impalpabile.

XXL Reflex costituisce l’ultima  tappa della  ricerca che l’artista calabrese sta portando avanti sul tempo, sul divenire e su ciò che, come recita il titolo di un’altra recente installazione, è “la fragile esistenza della realtà”.

Si tratta di un’installazione che occupa un’intera parete sulla quale vengono “impaginati” disegni e piccole mensole che sorreggono elementari forme. -ci dice Caterina Arcuri- I disegni sono parte di una ricerca su incertezze percettive rappresentate dalle trasparenze, dallo sfocato, dai controluce, dai riflessi e dalle ombre e sui nessi tra realtà e rappresentazione. Sulla parete avviene un dialogo serrato tra i disegni e le mensole, poiché queste ultime proiettano dei riflessi, in alto, e delle ombre in basso, proponendo accanto ai disegni ciò che vediamo nei disegni stessi.

 

Come ha scritto la curatrice del progetto, Isabella Battista nel presentare al pubblico XXL, “instancabile sperimentatrice, CatXXL Reflex_6erina Arcuri utilizza diversi registri espressivi, a seconda del mezzo che possa meglio rivelare la sua poetica. Con ‘XXL’, il disegno rivela un duplice aspetto di immediata sintesi della percezione nella forma e di meditata elaborazione sintattica di moduli espressivi. Attraverso il processo di trasformazione del disegno, le immagini originali perdono la loro oggettività, a favore di un aspetto sfocato che conferisce rilevanza al valore dell’immagine in sé. L’artista si interessa degli aspetti della vita quotidiana e della memoria, realizza installazioni con diversi oggetti, utilizzando in molti casi materiali snaturati dal loro contesto. Ne viene fuori così, un esperimento diacronico che consente di misurare la spazialità associata alla materia e alla tangibilità del tempo.