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18 settembre 2017 – 10:26 |

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Da Ravenna a Reggio Calabria, come si vive oggi nel Bel Paese, secondo il Rapporto del Sole 24 Ore

Scritto da on 1 dicembre 2014 – 17:58nessun commento

L’Italia viaggia ancora su due binari? La risposta è sì, a giudicare dalle svariate ricerche e classifiche che ci tengono compagnia nel corso dell’anno. Da una parte un Sud che stenta a trovare la rotta giusta per uscire dal pantano, dall’altra un Nord che, nonostante la crisi, dimostra la maggiore efficienza delle proprie politiche territoriali. Un dato confermato dal Rapporto Qualità della vita 2014, l’indagine promossa per il 25mo anno consecutivo da Il Sole 24 Ore, che apre un focus sulla provincia italiana per monitorare le condizioni di vita degli italiani.

 

ravennaAl vertice della classifica nel 2014 sale Ravenna, che scalza Trento, vincitrice della scorsa edizione, segnalando il successo del modello tosco-emiliano, visto che le città di quest’area campeggiano tutte ai primi posti, con diverse conferme e molti passi in avanti. Emerge pure la ripresa delle metropoli (Roma e Milano, rispettivamente al 12mo e 8vo posto) mentre viene confermata, ancora una volta, la posizione di retroguardia delle città del Sud (oltre il 70mo posto), con la sorprendente eccezione della Sardegna, sintetizzata plasticamente da Matera, Capitale della Cultura 2019, che deve accontentarsi del 76mo posto.

 

La Calabria campeggia (si fa per dire) con l’80ma posizione di Crotone e la 90ma di Catanzaro, cui seguono Vibo Valentia (97) e Cosenza (98) subito dopo Palermo e Napoli. Chiude la classifica, insieme ad Agrigento, Reggio Calabria che resta, sostanzialmente, ancorata nella medesima posizione del 2013.

 

Bronzi 01La classifica prende in considerazione diversi indicatori del benessere di un territorio. Si va dal tasso di occupazione al rapporto imprese/abitanti, dal numero di imprese giovanili al numero di abitanti per Kmq, dai tassi migratori agli stranieri residenti in rapporto alla popolazione, per arrivare alla qualità dei servizi e ai reati commessi, passando per il numero di cinema, teatri, ristoranti ogni 100 mila abitanti.

 

In controtendenza rispetto alle altre città calabresi, Crotone sale a sorpresa nella top ten delle province più virtuose per i furti nelle case e per la bassa incidenza della microcriminalità, anche se i dati sono basati non sugli episodi reali ma sulle denunce presentate.

 

Certo, le cifre poco dicono di cosa sono diventate quei sistemi complessi che rispondono al nome di città, che, come scrive Italo Calvino ne Le città invisibili, sono un insieme di tante cose: memorie, desideri, linguaggi, scambi di parole, desideri, ricordi, giochi di specchi che rimandano a prospettive ingannevoli, che uniscono gli uomini in un filo invisibile, ma resistente, che si fà, si disfa, si ricompone disegnando nuove figure,

….cosicché a ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa d’esistere.