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Abel Ferrara: Pasolini mon amour

Scritto da on 14 aprile 2015 – 11:49nessun commento

Alla Biennale veneziana ha diviso pubblico e critica, che l’hanno accolto con reazioni diametralmente opposte. Sullo schermo scorrono le immagini di uno dei più grandi artisti dei nostri tempi, poeta e scrittore eterodosso, regista, attore, ma soprattutto intellettuale totale, Pier Paolo Pasolini. A lui Abel Ferrara dedica la sua ultima opera, Pasolini, presentata alla Casa del Cinema martedì 14 aprile (ore 20.30, Arca Enel, Catanzaro)…

willem-dafoe-pasolini  …. affidando al volto scavato e spigoloso di William Defoe il compito difficilissimo di restituire al pubblico il ritratto di un uomo tormentato, gli occhi lucidamente puntati sul mondo, sempre controcorrente, contestatore (e fustigatore) ingombrante.

 

Nella pellicola Ferrara ripercorre le ultime ore di vita del poeta, evitando accuratamente di ricostruire il suo omicidio e le innumerevoli domande rimaste senza risposta, per portare la camera al centro del suo universo affettivo, della sua vita familiare e del reticolo di sodali e amici fedeli, all’interno delle pagine del suo ultimo libro, Petrolio, e di Porno-Teo-Kolossal, il film mai realizzato che avrebbe avuto protagonista Eduardo De Filippo, tra le righe dei suoi articoli di dolorosa denuncia si una società piegata dal consumismo, antropologicamente modificata, ormai immemore delle proprie radici e della propria storia.

 

Non un biopic ma l’ omaggio di un artista a uno dei suoi maestri. Con tutti i limiti di un confronto a distanza con una figura ingombrante e complessa come quella Pasolini. Il film, come peraltro tutte le altre opere del regista newyorchese (L’angelo della vendetta, China Girl, The addiction, Fratelli, Welcome to New York) piace o delude, senza mezzi termini, nel suo linguaggio personalissimo ma non sempre facilmente comprensibile nelle sue evoluzioni circolari, nelle sue partenze e nei ritorni improvvisi.

Una pellicola che in ogni caso, siate o meno fan di Ferrara, merita di essere vista. Quantomeno per la follia e il coraggio dimostrate nell’aver tentato (e probabilmente solo un uomo arrivato da oltre Oceano poteva farlo) la marcia di avvicinamento a un intellettuale “in piena ricerca”, tra i pochi ad avere dimostrato una lucida e dolorosa coscienza della crisi irreversibile della nostra società, del suo linguaggio e della cultura di fronte all’incalzare del neocapitalismo.

 

Pasolini poeta, Pasolini regista geniale, Pasolini corsaro, Pasolini intellettuale militante, Pasolini scandaloso e profetico nel raccontare vizi e derive di un’Italia “stupida e ignorante”, destinata all’implosione. Parole che risultano attualissime oggi.

 

Piacerebbe anche a me se tutto si risolvesse nell’isolare la pecora nera. Le vedo anch’io le pecore nere. Ne vedo tante. Le vedo tutte. (…) Io ascolto i politici con le loro formulette, tutti i politici e divento pazzo. Non sanno di che Paese stanno parlando, sono lontani come la Luna. E i letterati. E i sociologi. E gli esperti di tutti i generi. (…) Non vi illudete. E voi siete, con la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali, voi siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato sull’idea di possedere e sull’idea di distruggere. Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta. A me questa sembra un’altra, delle tante operazioni della cultura di massa. Non potendo impedire che accadano certe cose, si trova pace fabbricando scaffali (Intervista a Furio Colombo).

pasolini corsera

Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo. Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe esser sacro. (Alberto Moravia, Orazione funebre ai funerali di Pasolini)