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Al cinema il Sud magico di Luigi di Gianni

Scritto da on 15 aprile 2014 – 08:25nessun commento

Ho sempre provato amore per chi non può niente e si dibatte inutilmente contro un destino che lo sovrasta: è lo stesso amore che provo per i contadini della mia terra, dell’Italia meridionale, per gli oppressi in generale”. E del Meridione e della sua gente, Luigi Di Gianni, uno dei maestri indiscussi del cinema italiano, ha parlato in lungo e in largo in oltre 60 tra film, corti e fiction, presentati in due diversi appuntamenti alla Casa del Cinema di Catanzaro  il 15 aprile e dal 16 aprile a Cardeto (Rc) con un ciclo di incontri, Tempo di raccolta, tempo di ritorni, ai quali sarà presente anche il regista.

 

di-gianni-sito2Cinema antropologico, quello di Di Gianni, in cui vengono esplorati i territori del mito e del sogno, tra riti sacri e pagani, la terra e la fatica del lavoro, la consapevolezza di un destino cui non si può sfuggire. Immagini di un tempo e di una realtà, parliamo del Meridione negli anni ’50-70, che non esiste più, dimenticata da tutti, irriducibile e selvaggia, misteriosa e fatata, impressa per sempre nelle immagini in bianco nero e nei colori sospesi dei suoi lavori.

 

Cinema della visione, purtroppo pressoché dimenticato, nonostante la fama e gli innumerevoli riconoscimenti internazionali tributati nel corso degli anni a questo maestro dello sguardo e della ricerca etno-antropologica, all’inizio al seguito di uno studioso come Ernesto De Martino e poi da solo, per le strade della Lucania, della Calabria, della Puglia. A documentare, con occhio da entomologo, gli antichi culti della terra, celebrati nelle stesse forme e cadenze impresse dai nostri progenitori, insieme alle convulsioni delle tarantolate, all’esperienza della possessione e le pratiche esorciste, ai riti magici. Ma anche i paesaggi selvaggi, specchio di un mondo in cui il confine tra terreno e ultraterreno è sempre impalpabile e facilmente valicabile.

 

Insomma, i mille volti di un’Italia misteriosa e sconosciuta, spesso difficile da decifrare, di cui oggi abbiamo perso le chiavi d’accesso.

 

 

Ben vengano dunque progetti come quello della Cineteca di Bologna che due anni fa ha pubblicato in dvd alcuni dei film più noti, da  Magia lucana (1958) a Nascita e Morte nel Meridione (S. Cataldo) (1958) a Il culto delle pietre (1967) che saranno presentati nelle due serate a Catanzaro e Cardeto.

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