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Al cinema in Calabria: il mistero della vita e dell’amore in un film di A. Fedorchenko

Scritto da on 18 settembre 2012 – 07:06nessun commento

Proseguono gli appuntamenti settimanali di Falso Movimento edizione 2012-2013 che martedì 18 settembre 2012, ore 21.15 a Rovito (Cs) presenta ancora una volta il grande cinema d’autore con Silent Souls, di  Aleksei Fedorchenko, premio della critica e premio Osella al Festival del Cinema di Venezia 2010. Quando l’amata moglie di Miron, Tanya, muore, l’uomo chiede al suo migliore amico Aist di aiutarlo a dare l’ultimo saluto alla donna in accordo con i rituali della cultura Merja, un’antica etnia ugro-finnica della regione del Lago Nero. Nonostante i Merja siano un popolo che è stato assimilato dai Russi nel diciassettesimo secolo, i loro miti e le loro tradizioni vivono  nei loro discendenti. I due uomini intraprendono così un viaggio di migliaia di chilometri lungo le terre di confine.

 

Lungo la strada, Miron condivide intimi ricordi della sua vita coniugale. Ma una volta arrivati sulle rive del lago sacro dove essi prenderanno per sempre congedo da Tanya, Miron capisce che non era il solo ad amarla.

 

Forse è la nostalgia, o forse la necessità, che ci spingono a ricreare un insieme di miti e leggende nei quali credere. Forse quello di cui abbiamo bisogno è l’atto dello sforzo creativo, il fatto di sapere di essere ancora in grado di inventare storie. O forse l’intima urgenza di ricreare un immaginario collettivo in grado di rassicurarci del fatto che abbiamo ancora delle appartenenze culturali dalle quali discendiamo.

 

Aleksei Fedorchenko e la sua troupe mettono in scena un immaginario mitologico creato ex novo nel quale reinserire i loro personaggi, la loro cultura e le loro origini.

 

<<La mia intenzione era di mostrare un’altra visione della Russia, un paese dove le più antiche tradizioni pagane pre-ortodosse e le dinamiche umane fossero liberate dalla banalità della civilizzazione –spiega il regista – Ho provato a mostrare un piccolo mondo abitato da persone pure e sincere, un mondo che è quasi alla nostra portata, ma che non esiste per davvero. In questo mondo, vivere, amare e morire sono ugualmente desiderabili. Per i Merja non ci sono divinità, solo Amore e Acqua che a sua volta rappresenta la morte più desiderabile, quella per annegamento>>.

 

“Questo film è notevole in ogni sua forma. Grande, semplicemente meraviglioso”

Quentin Tarantino

“Un film evocativo, che resta impresso nella memoria”

New York Times

“Un viaggio unico nel suo genere, nell’intera storia del Cinema”

Herald Tribune

“Una profonda e commovente poesia cinematografica”

Screen Daily