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Terrorism Considered as One of the Fine Art di Whitehead si chiude Metafore della visione 2011

Scritto da on 20 giugno 2011 – 20:59nessun commento

A Catanzaro in prima nazionale l’ultimo film di Peter Whitehead

Si avvia a conclusione , domani 21 giugno, Metafore della visione 5. Swinging Cinema, interamente dedicata al rockumentary ed alla produzione del grande cineasta inglese Peter  Whitehead.

Dopo la proiezione (h. 18.00, Cinema Supercinema di Catanzaro) di All Tomorrow’s Parties, di Jonathan Caouette, chiusura col botto alle h.21.30 con l’ultimo film scritto, prodotto e diretto da , Terrorism Considered as One of the Fine Art (Il terrorismo considerato come una delle Belle Arti), tratto dalla trilogia Nohzone, con il quale il regista di Liverpool torna alla regia dopo ben 32 anni.

Girato in una città ghiacciata (le riprese sono state realizzate tra Vienna e Londra), Terrorism Considered as One of the Fine Art è un thriller psicologico che ruota attorno alla figura di un agente segreto inglese ed alla ricerca di un gruppo di ecoterroristi per svilupparsi in un una riflessione più ampia sul volto oscuro e sulla pervasività del potere  ma anche sulla progressiva ed inesorabile distruzione del pianeta.

Ispirato dai romanzi di Thomas De Quincey, Confessioni di un mangiatore d’oppio e Murder  Considerata come una delle belle arti , il film costituisce una sfida narrativa e poetica  ma anche un omaggio dichiarato al cinema di Jean-Luc Godard ed ai temi, ampiamente indagati dal regista francese, della sottile linea di confine  tra realtà ed immaginazione e del rapporto tra i due generi sessuali.

<<Quando ho smesso di fare cinema, l’ho fatto perché ritenevo che l’artista non potesse più essere efficace dal punto di vista politico- ha affermato Whitehead in un’intervista-  E penso che la situazione sia più o meno la stessa anche adesso. Il problema attuale è che la realtà è solo immagine, solo ed esclusivamente immagine. E c’è una passività imposta al mondo da questo insieme delle immagini. C’è quasi un fascismo dei media che va ad influenzare le persone fino nei loro sentimenti e forse, in un contesto come questo, l’unica forma d’arte che può cambiare il mondo, che può avere effetto sul mondo, è il terrorismo, come racconto appunto nel mio ultimo film (Terrorism considered as one of the fine art, Ndr) e come Osama Bin Laden ha mostrato con grande efficacia in quello che può essere definito il suo film. Quando mi sono reso conto di non poter più avere effetto sul mondo come regista, ho deciso di ritirarmi dalle scene e di lavorare su me stesso, di cambiare me stesso e di diventare una persona naturale per sfuggire appunto a questa logica opprimente della società e a questo fascismo dell’immagine>>.

 

 

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