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Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

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Cinema: torna sugli schermi Fabio Mollo con Il padre d’Italia

Scritto da on 27 marzo 2017 – 13:06nessun commento

In Una giornata particolare Ettore Scola faceva incontrare nello spazio limitato di un condominio, un appartamento, le scale, una terrazza, due solitudini che si incontrano e riconoscono. Lei, una casalinga come tante, madre di sei figli, un marito becero e volgare;  lui, antifascista e omosessuale, pronto a prendere la via del confino, al quale il regime condannava oppositori politici e ‘diversi’. Un capolavoro assoluto del cinema, e non solo italiano, in cui la grande Storia e quella degli ultimi, della gente comune la cui voce resta puntualmente inascoltata, si incontrano in un appuntamento tragico. Cinquant’anni dopo riparte da qui Fabio Mollo, regista calabrese dalla marcata vocazione internazionale, grazie a

pellicole come Il Sud è niente, il suo film d’esordio, con Il padre d’Italia, con Luca Marinelli e Isabella padre_italia_FOTO2Ragonese, da poco uscito nelle sale.  Mia, vitale, pronta a bruciare la vita come un cerino, in attesa di un figlio, incontra Paolo, appena uscito da una lunga relazione e in attesa di un nuovo compagno che lo aiuti a elaborare solitudine e dolori, passati e presenti.

L’incontro non può che essere deflagrante tra due esseri tra i quali apparentemente non c’è nessuna identità. Apparentemente. Perchè, invece, tra i due si crea un legame intimo e profondo, di rispetto reciproco e condivisione di un percorso, reale e metaforico, che li porterà a scoprire qualcosa di sè stessi che non conoscevano.

Tra le canzoni della Bertè e i multiformi paesaggi della Salerno -Reggio Calabria, il ragazzo che voleva fare l’architetto e ora fa il commesso in un megastore e la giovane donna forse poco consapevole della sua maternità ma pienamente concentrata a vivere fino in fondo si mettono in strada cercando di disinceppare quel qualcosa che si è inceppato nella storia del Paese, rubando i sogni a intere generazioni.

Il viaggio da Torino alla Calabria è lungo, un tempo sufficiente forse per conoscersi e trovare la forza di sconfiggere il dolore, di mettere a posto quello che a posto non c’è mai andato, di imparare che ci sono delle cose che vanno oltre, oltre quello che abbiamo imparato, e pensato, e fatto, sempre, oltre la nostra stessa fragile esistenza.