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E’ morto Andrea Frezza, regista e intellettuale militante

Scritto da on 2 aprile 2012 – 20:22nessun commento

 

E’ morto nei giorni scorsi nella sua casa di Vibo Valentia Andrea Frezza  regista, sceneggiatore e scrittore calabrese.

Nato a Laureana di Borrello nel 1937, Frezza, dopo il diploma al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, inizia uno straordinario percorso politico ed artistico che lo condurrà a lavorare per cinema e tv in Italia e negli USA, dove lavora per la Tv e come docente per molti anni.

Gli esordi sono folgoranti grazie a Il gatto selvaggio (1969) un film che, attraverso la storia di un giovane anarchico, presagisce   la deriva terroristica che infiammò il paese sino agli anni ’80, che all’epoca divise nettamente la critica.

Negli anni ’70 è la volta di Pane altrui (con Raf Vallone),  Memoriale delle rovine, Patatine di contorno e del serial I problemi di don Isidoro, adattamento televisivo di Sei problemi di don Isidoro, di J.L. Borges e A. Bioy Casares.

Nel 1997 esce L’ultimo bersaglio, in cui Frezza, ispirandosi ad un racconto di Primo Levi, utilizza il thriller  come pretesto per parlare dell’Olocausto.

Il costante percorso di riflessione sulla nostra quotidianità di Frezza si svolge negli  anni anche attraverso la parola scritta, ad iniziare dal romanzo Le segrete stanze (scritto sotto la spinta di Elsa Morante), sino ad Albergo Paradiso, L’assedio dei quaranta inverni, La cruna della notte, fino al suo testamento spirituale Così viviamo per dire sempre addio (pubblicati da Rubbettino).

Un artista militante, spinto dalla necessità –quasi fisica- di risvegliare nella gente la coscienza critica <<di ricomporre il filo della coscienza che è stato completamente distrutto>>,come aveva dichiarato in una recente intervista,  di narrare la realtà utilizzando tutti gli strumenti dell’arte ma soprattutto l’occhio ‘diretto’ del cinema, sempre con immutata curiosità ed umiltà, la stessa che lo aveva portato negli anni ’60 a partecipare al movimento studentesco americano, a lavorare con Orson Welles, Michelangelo Antonioni, Brian De Palma, Henri Bresson, Cesare Zavattini, a frequentare la migliore intellighenzia italiana degli ultimi 50 anni . A voler comprendere il senso delle cose.

 

Andrea Frezza racconta Il gatto selvaggio. Incontro con A. Frezza di Citto Maselli

http://www.anac-autori.it/online/?p=1259