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Il grande jazz di Seamus Blake, Camille Thurman, Danilo Rea, Roberto Gatto a Le Querce 2018

Scritto da on 13 febbraio 2018 – 08:26nessun commento

Chi lo ha sentito suonare in un oscuro locale di NYC qualche decennio fa ha pensato subito che quel giovanottone dal sorriso aperto sarebbe andato lontano. E così è stato. Il ragazzo inglese vissuto in Canada, a Vancouver, studi al Berklee, vincitore a soli quarant’anni  del Thelonius Monk Jazz Award, ben sedici album alle spalle e decine di collaborazioni di peso, dalla Mingus Band a David Howard, John Scofield,  Antonio Sanchez, tanto per citarne qualcuno, è diventato un nome che conta nei migliori circuiti jazz internazionali. Seamus Blake

 

seamus-blakenel frattempo ha conquistato almeno tre generazioni di amanti del jazz mainstream con il suo suono potente, pulito e raffinato, solcato da estemporanee, brillanti improvvisazioni che, qualcuno ha scritto, sfiorano la perfezione.

Per chi volesse ascoltarlo dal vivo l’appuntamento è venerdì 16 febbraio ore 21.30 al Country Club Le Querce a Sarrottino, Tiriolo (Cz). Seamus si esibisce con il Roberto Gatto Quartet (Roberto Tarenzi al piano e Gabriele Evangelista al contrabasso) per inaugurare, come meglio non si potrebbe, Le Querce Jazz &Blues Fusion 2018, che in cartellone inanella un colpaccio dopo l’altro, con i live di Camille Thurman (24 marzo) e Danilo Rea (12 aprile).

Non ha bisogno di presentazioni Camille Thurman, stella luminosissima del jazz internazionale, egualmente a suo agio con il sax tenore e  le corde vocali, con le quali si destreggia altrettanto bene, tanto da essere paragonata a Ella Fitzgerald e Bessie Smith. Sul palco arriva con il suo saCamille Thurman 2 Balance_previewx, vestitino smilzo e tacco alto, attacca  subito con la voce morbida, ma è quando sboccia nel fraseggio sicuro e raffinatissimo  che inizia lo spettacolo, che si connette senza fratture al suono purissimo delle ance. A Le Querce Camille si presenta in quartetto con Darrel Green, Marco Marzola e Nico Menci.

40 anni di carriera alle spalle, Danilo Rea ha vissuto tutta la nuova onda del jazz made in Italy, quello di Roberto Gatto e Pietropaoli, per intenderci, con i quali ha esordito. Nel tempo Rea è diventato anello di congiunzione tra la ‘vecchia guardia’ dei Sellani, dei Simonetta, e l’ultima generazione, senza dimenticare i fondamentali, Bach in primis, percorso e ripercorso insieme al grande Ramin Bahrami, perchè, come dice spesso nelle sue interviste, “per fare jazz bisogna sempre cercare strade nuove, altrimenti non si fa davvero jazz”. L’idea del nuovo non spaventa Rea, che passa con disinvoltura dal piano a due con Meldhau e Pieranunzi alla musica d’autore incompagnia di Gino Paoli e dei Beatles (riletti con il suo gruppo storico, i Doctor 3). In Calabria Rea, accompagnato da David King e Ares Tavolazzi, presenta un live scoppiettante, denso di citazioni, da Sting a De Andrè e Chico Buarque, in un gioco di rimandi continuo.

Il cartellone , che non a caso si intitola Il suono delle immagini Le immagini dei suoni, ospita inoltre al john cageSupercinema di Catanzaro una rassegna cinematografica, nella quale l arte, cinema e musica, jazz e non solo, si mescolano superbamente. Dieci appuntamenti ogni mercoledì fino a maggio guidati da Andrea La Porta che presenterà, tra gli altri Brian Eno con Mistaken Memories of Medioeval Manhattan e Marina Abramovic, Andy Warhol con 13 Screen Tests e i Beatles di Magical Mistery Tour. E per finire, ultimo ma non ultimo, John Cage con 4’33”.

Ad inaugurarla il 21 febbraio 4 grandi maestri come Oskar Fishinger (Motion Painting), Bruno Munari e Marcello Piccardo (I colori della luce) e Mikhail Rudy (Tableax d’une exposition).