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Il Sud è Niente di Fabio Mollo al Festival Internazionale del Cinema di Roma. L’intervista

Scritto da on 30 ottobre 2013 – 20:00nessun commento

Dall’8 al 17 novembre 2013 ritorna il Festival Internazionale del Cinema di Roma diretto da Marco Muller che propone ben 18 anteprime mondiali e nomi del calibro di Jonathan Demme, Spice Jonze, Michael Rowe, Wes Anderson, Carlo Carlei, Giovanni Veronesi, Davide Ferrario, Alexandre Rockwell. Al festival c’è anche un pezzo di Calabria, rappresentata dal regista Fabio Mollo, in concorso nella sezione Alice nella città con Il Sud è Niente, con Vinicio Marchioni, Valentina Lodovini e l’esordiente Miriam Karlkvist.

 

Reggino, una laurea alla University of East London,  diploma di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, Fabio Molllo è stato allievo di Gabriel Garcia Marquez alla Escuela Internacional de Cine y Tv a Cuba nel 2005. Poco più che trentenne, Fabio vanta un palmarès di tutto rispetto.

 

Con il corto Al Buio ha vinto il Kodak Short Film Award ed è stato in selezione ufficiale alla 62a Mostra del Cinema di Venezia.

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Il suo saggio di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, Giganti, ha vinto tra gli altri il premio per miglior cortometraggio al Torino Film Festival 2007, la menzione speciale per la regia ai Nastri d’Argento 2008, la menzione speciale della stampa internazionale a Clermont-Ferrand 2008 ed ha concorso al 58simo Festival di Berlino.

 

 

Finalista al Premio Solinas 2005, nel 2010 è  uno dei due registi europei selezionati dalla major Universal per il Filmmaster a Los Angeles.

 

Il Sud è Niente, che uscirà nelle sale il prossimo 28 novembre distribuito da Cinecittà – Istituto Luce,   è già stato presentato in diverse rassegne internazionali e da ultimo, qualche giorno fa, accolto con il favore di pubblico e critica  al 38simo Festival del Cinema di Toronto.

 

Fabio, sei giovanissimo e già ti muovi con una certa dimestichezza nei festival di tutto il mondo, dove hai presentato tanto Giganti che Al buio. Sei appena tornato da Toronto e tra qualche giorno sarai a Roma al Festival Internazionale del Cinema con Il Sud è Niente. Che effetto ti fa?

 

E’ un piccolo grande miracolo. Il nostro è un piccolo film low budget indipendente, realizzato grazie al duro lavoro e al sacrificio mio e di un gruppo di giovani filmakers, molti dei quali al loro debutto. Ed avere ottenuto con il primo lungometraggio l’attenzione di festival internazionali così importanti è un grandissimo onore che ripaga tutti i sacrifici fatti fino ad ora.

 

Il Sud è Niente è la storia di una famiglia meridionale come tante altre, dietro la quale si cela un mistero….Come la definiresti? Un noir o il ritratto, anche spietato, di una società dalle leggi ataviche ed inflessibili? E’ così che si spiega il titolo?

 

In realtà è un film drammatico ed estremamente realistico raccontato con il linguaggio e le atmosfere del realismo magico. Il film racconta proprio la rottura di regole ataviche, il risveglio, la ribellione a quella mentalità che ha voluto per anni che il Sud fosse niente, che non valesse niente. Proprio per questo abbiamo lottato a lungo per poter girare proprio in Calabria.

 

Il film ruota attorno alla figura di Grazia, una teenager come tanti altri, apparentemente, ma con un carico di sofferenza che sembra  bloccarla. Grazia è il simbolo di questo cambiamento, della rottura di questo silenzio.

 

Si, Grazia rappresenta una generazione che più di altre si scontra con una realtà che le impedisce di trovare un proprio spazio ma che lotta ugualmente per poter far sentire la propria voce.

 

Vivi da molti anni tra l’Inghilterra, gli Stati Uniti e il nostro paese. Che effetto fa l’Italia, la sua cultura ed il suo cinema visti da migliaia di chilometri di distanza?

 

É vero sono stato fortunato, ho avuto l’opportunità di viaggiare e conoscere altre realtà. Ma sono calabrese, del rione Gebbione di Reggio Calabria e questo, prima di ogni altra cosa, mi ha dato l’opportunità di leggere la realtà di questo paese e della mia  generazione. Mi ha insegnato soprattutto che anche quando nasci in un posto difficile ed in un periodo storico come quello che stiamo vivendo devi fare tutto quello che è nelle tue capacità per affermarti e riuscire a cambiare le cose.

Info

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