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IN ATTESA DELL’AVVENTO D’Agostino, Lavorato e i paesani di Nicotera Marina per 20 minuti al Festival di Venezia

Scritto da on 31 luglio 2011 – 11:11nessun commento

Dopo il Torino Film Festival, dove vinsero nel 2005 e dove tornarono in concorso per tre anni di seguito, dopo Firenze, dove concorsero col docu-lungo “in amabile azzurro” alla cinquantesima edizione del Festival dei Popoli e la partecipazione a vari festival internazionali i due autori calabresi Felice D’Agostino e Arturo Lavorato sbarcano al lido di Venezia con un cortometraggio di 20 minuti dal titolo “in attesa dell’avvento”. Il film è stato selezionato per la sezione Orizzonti definita  dall’organizzazione come “un viaggio in compagnia di corti medi e lungometraggi, per affrontare la questione del racconto cinematografico senza negarne la dimensione emotiva e sensuale”.

http://www.youtube.com/watch?v=Uh9KzdS11So

20 minuti contro 150 anni. A seguire i due documentaristi in questa nuova tappa ci sono gli stessi compagni di viaggio degli  ultimi film, i paesani di Nicotera Marina, coinvolti in un percorso sempre più drammaturgico e sempre meno documentaristico. In Particolare Francesco Saverio Pagano e Toni Capua, ormai preziosi collaboratori dei registi, e Jerri Gallone  e Giuseppe Carbone, di fatto protagonisti principali del film, insieme ad altre e altri che qui sarebbe lungo elencare.

Così D’Agostino e Lavorato parlano del loro lavoro:

“1861 – 1971 – 2011. Date. Saldi puntelli della retorica ufficiale a formulare e riformulare l’interpretazione della storia avvenuta. L’Unità d’Italia e le sue celebrazioni,  1861, ci colgono in questo difficile 2011 con una retorica che cozza forte contro gli irrisolti della storia italiana. Giocando allora con questa banalità della storia fatta a date, incuneiamo in questo binomio celebrativo il 1971 della rivolta a Reggio Calabria… Il passato oscuro che ritorna con le sue ombre inquietanti a turbare l’ordine retorico con cui si vorrebbe governare un presente di crisi”.

L’opera è dedicata a Nicola Zitara, economista di Siderno scomparso di recente,
il principale teorico del neomeridionalismo, coniatore della definizione  dell’unità d’Italia come “nascita di una colonia”. Non a caso i due documentaristi considerano  questa come un’opera preparatoria al nuovo lungo “contro il risorgimento” ancora in fase di ricerca e scrittura. Proprio Zitara viene citato dai due nella dichiarazione ufficiale per il Festival: “Se si riconosce che il Mezzogiorno è una colonia, la lotta per il suo riscatto deve essere condotta su due binari: il binario nazionale contro lo sfruttamento esterno e il binario sociale contro le classi mediatrici della soggezione”.

Nella dedica finale del film compare a fianco al nome di Zitara quello di Ciccio Svelo, avvocato di Reggio Calabria, in riferimento a tante battaglie politiche e civili, anch’egli scomparso da pochi giorni.