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La Calabria di Vittorio De Seta a cura della Cineteca della Calabria a Roma

Scritto da on 10 gennaio 2012 – 23:11nessun commento

DE SETA Diari di un maestro del cinema-un omaggio in 18 schermi è il titolo di una retrospettiva omaggio al grande cineasta che si svolgerà dal 14 gennaio all’1 di febbraio a Roma con proiezioni che coinvolgono biblioteche, sale d’essai, club cinema, aule universitarie e scolastiche, cineteche di diverse regioni italiane; ogni appuntamento sarà accompagnato dalla presenza di un cineasta o di uno storico del cinema.

Interverrano,  infatti, Gianni Amelio, che fu suo assistente in “Un uomo a metà “, Luciano Tovoli, direttore della fotografia in Diario di Un maestro e operatore in Banditi ad Orgosolo, Goffredo Fofi, Adriano Aprà, Mario Sesti e Cecilia Mangini, e tanti altri critici del cinema e documentaristi .

Tra gli Enti sostenitori di questa grande manifestazione,unitamente alla Cineteca di Bologna, alla Casa del Cinema di Roma, alla Cineteca Nazionale, un posto di riguardo lo ha la Cineteca della Calabria che , giorno 21 gennaio al cineclub Detour rappresentata dal Presidente Eugenio Attanasio, proporrà ne La Calabria di Vittorio de Seta,  I documentari , i corti e le partecipazioni del grande Vittorio legati alla sua Regione d’origine.

Nato per caso a Palermo dove il padre lavorava come prefetto, il grande documentarista è stato un vero e proprio uomo del sud , sin dagli albori della sua pregevole attività, quando andava in giro per Sicilia, Calabria e Sardegna negli anni ‘50. Poco noto è infatti che Vittorio De Seta  discenda da una famiglia nativa di Belvedere Marittimo, trasferitasi a Catanzaro sin da fine ottocento dove diede i natali a ben due Sindaci; piu’ conosciuto è il suo buen ritiro a Sellia Marina, dove il 28 novembre 2011 si è spento.

Dopo una vita vissuta nella capitale, rientrato in Calabria nei primi anni ’80, dopo la morte della moglie Vera Gherarducci, e ritornato sulle scene cinematografiche sulle ali degli entusiasmi degli operatori locali,  De Seta realizza nel 1991 In Calabria , il documentario in cui cerca di tracciare i contorni di un’identità calabrese , a metà, tra civiltà contadina e industrializzazione mancata.

Nel 1999 partecipa al film Melissa 49/99 di Eugenio Attanasio e Giovanni Scarfò  con una memorabile performance nel suo uliveto di Sellia marina, dove i due registi gli fanno visita per avere conforto sul film che stanno facendo e sulla materia, le lotte per l’occupazione delle terre.  Nel 2008 gira  articolo 23 a Pentedattilo , un episodio del film All Human rights now,  prodotto in occasione del 60° della Dichiarazione dei diritti Umani, proposto recentemente nella serata finale del  Festival dei diritti Umani di Napoli.

Lu tempu de lu piscispata e I dimenticati, gli altri due lavori che verranno proiettati in quest’omaggio “calabrese”, sono ormai diventate delle chicche del cinema documentario di tutti i tempi.

De Seta lascia un’eredità importante per tutti i documentaristi, per aver creato una “scuola dello sguardo”, per aver dato voce a quelli che Padre David Maria Turoldo chiamava gli ultimi : la civiltà contadina, i pescatori, i minatori, i ragazzi delle periferie romane, i pastori sardi, e infine i nuovi immigrati. L’interesse della sua opera- come dice Goffredo Fofi-  va oltre il cinema e si riallaccia idealmente a quella dei grandi meridionalisti del dopoguerra, di cui fu spesso amico, come Gaetano Salvemini e Carlo Levi, Manlio Rossi Doria e Rocco Scotellaro, Ignazio Silone e Tommaso Fiore, Angela Zucconi e Danilo Dolci .

Per questi suoi grandi meriti nel cinema per la valorizzazione della cultura del territorio, la Cineteca della Calabria, che conserva e diffonde questa sua importantissima  opera,  ha proposto di intitolare a suo nome la Casa del Cinema di Catanzaro.