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Le navi dei veleni al Cineforum di Lamezia Terme

Scritto da on 9 febbraio 2011 – 03:18nessun commento

“L’ultima spiaggia. Un saggio di geografia disumana”, martedì 15 febbraio 2011, h. 18 nella Sala Sintonia di Via A. Reillo 5 di Lamezia Terme.

Terzo ed ultimo appuntamento del cineforum “Pensieri Liberi”, organizzato dall’Associazione Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme in collaborazione con “R-Evolution Legalità”, con la proiezione del documentario “L’ultima spiaggia. Un saggio di geografia disumana” realizzato lo scorso anno da Massimo De Pascale, regista calabrese che vive e lavora a Roma.

Il documentario, della durata di circa 50 minuti, è incentrato sul tema del traffico dei rifiuti in  Calabria.

Il senso del lavoro è racchiuso in buona parte nel sottotitolo “Un saggio di geografia disumana” – ha dichiarato l’autore –. Si tratta di un documentario in cui la denuncia di una situazione estrema avviene attraverso il linguaggio delle immagini, cercando di coniugare poesia e antropologia e dilatando il discorso dalla situazione particolare a una riflessione più generale sull’incrinarsi del rapporto tra l’uomo e la natura”.

Il documentario, attraverso una serie di interviste (le testimonianze di chi ha vissuto i fatti, da testimone o vittima, da ambientalista stigmatizzato, tacciato di essere allarmista, o da osservatore incredulo) ricostruisce la storia delle navi affondate nel Tirreno cosentino, partendo dallo spiaggiamento della motonave “Rosso” sino ad arrivare alla contorta vicenda della nave Cunsky che, secondo le recenti dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, fu affondata al largo delle coste di Cetraro, con il suo carico di rifiuti radioattivi.

Massimo De Pascale ripercorre questi eventi lentamente, centellinando i fatti, mettendoli insieme, tassello dopo tassello, come in un puzzle.

Dopo la proiezione del documentario il regista ed un rappresentante del Comitato Civico Natale De Grazia, risponderanno alle domande del pubblico.

Il Comitato Civico Natale De Grazia, lo ricordiamo, è nato nell’agosto 2004 negli ambienti del WWF di Amantea (CS) a seguito delle vicende giudiziarie che hanno riguardato la motonave “Rosso”, arenatasi nel ‘90 sulle coste di Amantea, sospettata di essere una delle tanti “navi a perdere” affondate lungo le coste calabresi.

L’attività del comitato fu rivolta a sollecitare le istituzioni a far emergere nel più breve tempo possibile la verità su una vicenda che potesse ledere la salute pubblica di un’intera comunità.

A partire da quel mistero è partita un’indagine ad ostacoli – su cui investigò, tra gli altri, il capitano Natale De Grazia, morto successivamente nel 1995, in circostanze mai chiarite – su un mistero ancora più grande e inquietante: la possibilità che decine di vecchie navi siano state mandate appositamente a picco per smaltire rifiuti tossici e radioattivi. Un’operazione durata anni con la complicità di governi europei e non, servizi segreti e ‘ndrangheta.

Il caso giudiziario “Rosso” è stato poi archiviato per mancanza di prove.