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L’Italia malata di Guaglianone al Cineforum di Rovito

Scritto da on 30 gennaio 2012 – 08:52nessun commento

Martedì 31 gennaio ore 21.00 Falso Movimento presenta al  Cineforum di Rovito PIETRO, l’ultimo film di Daniele Gaglianone.

Gaglianone ci riprova, dopo ‘I nostri anni’ e centra ancora una volta il bersaglio.

Pietro è un film duro, che punta allo stomaco dello spettatore, e ci riesce.

Una anonima periferia di una città del Belpaese. Che così bello non è più, devastato ed intossicato nelle sue viscere dal cemento e dalla incuria, da un istinto (auto)distruttivo che tocca tutto e tutti.

Pietro e Francesco: due fratelli, il sogno di una famiglia ‘normale’ e di amore di Pietro, quello della ‘roba’ di Francesco.

Dietro il sogno la realtà di un’umanità abbrutita, senza passato nè futuro  in un presente buio dove non esiste dignità né tantomeno solidarietà.

Presentato al Festival del Cinema di Locarno 2010, dove ha ottenuto una standing ovation di 10 minuti, il film si avvale della bella interpretazione di Pietro Casella che riesce a rendere  con grande potenza ed efficacia un personaggio estremamente sfaccettato, incarnando  la generosità e  l’ingenuità disarmante con cui Pietro affronta gli altri, sopportando derisione ed umiliazione, sino alla nemesi finale.

<<Pietro è nato in un giorno speciale, l’estate dell’82, quando l’Italia ha vinto i mondiali. (…) Gaglianone mantiene il registro della narrazione controllando con sapienza la messinscena: spazi, movimenti degli attori, luci, interni ed esterni di una realtà (siamo a Torino) verso la quale prevale un sentimento di nausea, sempre vicinissimo ai personaggi con la macchina da presa da sentirne quasi il respiro (ha girato con la Red), senza però che il proprio sguardo coincida mai con il loro. La distanza è anzi chiave dichiarata in un rapporto che cerca la ‘compassione’ e, al contrario vuole mettere lo spettatore di fronte a una coscienza delle proprie reazioni. Ma c’è davvero bisogno di tanta sottolineatura per mostrare quella sostanza del mondo, di conflitto e brutalità, che rimane fuori dalle immagini dominanti? Gaglianone, almeno in questo film, sembra ispirarsi a una certa idea di cinema della crudeltà (…) in cui lo spettatore è messo con le spalle al muro di fronte all’insostenibile’ che, in questa storia, è anche l’assolutizzazione moralistica del dolore (un po’ cattolica), soffocante, fantasmagorica di una rivincita ineluttabile pure se non giustificata (…)>> (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’, 10 agosto 2010).

Il trailer: