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Metafore della visione 2011: Radiohead e Joe Strummer

Scritto da on 13 giugno 2011 – 20:49nessun commento

Continua METAFORE DELLA VISIONE 2011 la rassegna  voluta dal Comune di Catanzaro  all’interno del progetto Giovani Energie in Comune, promosso dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’ANCI.

Martedì 14 giugno assisteremo alla proiezione di Meeting People is Easy di Grant Gee, dedicato ai Radiohead, ed un omaggio di Julian Temple a Joe Strummer, storico frontman dei Clash, attraverso super8, materiali d’archivio, fotografie, vignette (realizzate dallo stesso Strummer), spezzoni di film, interviste d’epoca e testimonianze di artisti che lo hanno conosciuto o ne sono stati ispirati (da Bono Vox a Martin Scorsese) e mercoledì 15 giugno con  Crollo Nervoso di Pierpaolo De Iulis,  documentario sulla storia del rock di casa nostra dalla fine degli anni Settanta a tutta la prima metà del decennio successivo e Stones in Exiles di Stephen Kijak, dedicato all’esilio francese delle pietre rotolanti ed alla creazione di uno dei loro album più straordinari, Exile On Main Street.

La rassegna si chiude martedì 21 giugno con un vero evento, la proiezione in anteprima italiana assoluta di Terrorism Considered as One of the Fine Arts (2009), ultimo film di Whitehead, ultima provocazione che ha riportato, all’età di 71 anni, Peter Withehead alla regia, strappandolo al suo esilio in Arabia Saudita. Il documentario è ispirato a un suo stesso racconto che prende spunto dall’11 settembre per narrare le vicende di un gruppo di ecoterroristi.

<<Quando ho smesso di fare cinema, scrive Whitehead, l’ho fatto perché ritenevo che l’artista non potesse più essere efficace dal punto di vista politico. E penso che la situazione sia più o meno la stessa anche adesso. Il problema attuale è che la realtà è solo immagine, solo ed esclusivamente immagine (…). C’è quasi un fascismo dei media che va ad influenzare le persone fino nei loro sentimenti e forse, in un contesto come questo, l’unica forma d’arte che può cambiare il mondo, che può avere effetto sul mondo, è il terrorismo (…). Quando mi sono reso conto di non poter più avere effetto sul mondo come regista, ho deciso di ritirarmi dalle scene e di lavorare su me stesso, di cambiare me stesso e di diventare una persona naturale per sfuggire appunto a questa logica opprimente della società e a questo fascismo dell’immagine>>.