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Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

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Quando la Calabria era … the third island

Scritto da on 12 febbraio 2015 – 18:39nessun commento

C’è stato un tempo in cui l’Italia si fermava a Eboli. Nessuna autostrada collegava il Bel Paese alla Calabria che è diventata, nell’immaginario comune, la “terza isola”. 51 anni fa, nel 1964, vengono così avviati i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria. E ce ne vorranno 21 per inaugurare il Porto di Gioia Tauro (1994). Due delle opere che hanno influenzato la vita di milioni di italiani ma anche inciso profondamente sul territorio e il suo paesaggio.

 

Casi esemplari di qualsiasi discorso che riguardi le ‘grandi opere’ italiane, segno del cambiamento sociale, ma anche piatto cui attingono un po’ tutti, politici alla ricerca di consensi elettorali, affaristi senza scrupoli, mafie. Un magma che si muove in continuazione alla ricerca di terra da cementificare, progetti da far approvare, varianti a iosa.

 

Calabria 1Capita così che un appalto aggiudicato per una certa somma lieviti progressivamente fino a raggiungere cifre imponenti. La A3, con un costo medio di 25 milioni di euro a chilometro, è uno dei più grandi rubinetti di sussidi statali che la storia ricordi. E non è da meno il Ponte di Messina che ad oggi, tra progetto e mantenimento in vita della società Stretto di Messina, ci è costato oltre 350 milioni di euro. Non inferiori sono i danni provocati allo spazio urbano, sul piano non solo fisico ma antropologico e culturale.

 

Su questi temi promuove una riflessione The Third Island, ag ’64 ’94 ’14, un progetto che intende raccontare ‘l’altro volto’ delle grandi opere, attraverso la fotografia, il cinema, l’architettura, la letteratura e il giornalismo. Naturalmente, il tema scelto è anche un pretesto per parlare del Sud e della Calabria, la terza isola, appunto, crocevia di popoli e culture che dal Mediterraneo si irradiano per tutta l’Europa, alla quale la punta dello stivale viene collegata attraverso la A3 e l’autostrada del Sole, in un deserto di infrastrutture, mentre anno dopo anno cresce la superficie urbanizzata e con essa gli abusi e la cementificazione selvaggi.

 

Presentato alla 14ma Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, il Calabria 2progetto ha in cantiere molteplici iniziative che proseguono per buona parte del 2015, per affrontare con sguardo trasversale e interdisciplinare lo studio e il dibattito sulle grandi opere nel nostro Paese. Lo fa accompagnando nell’esplorazione del territorio gli ospiti delle Residenze, che discuteranno di ciò che hanno visto e vissuto nelle Tavole rotonde e nelle Lectio Magistralis.

 

Il tema è approfondito nelle mostre approdate prima nella città della laguna e poi in quella dello Stretto, al Museo Archeologico Nazionale, e negli sguardi dei partecipanti al workshop di cinematografia tenuto dal regista Fabio Mollo.

 

Tra gli ospiti ci sono anche l’archistar Stefano Boeri, il regista Daniele Ciprì, i fotografi Ramak Fazel, Olivo Barbieri e Simona Ghizzoni.

 

Il progetto nasce da una idea di Antonio Ottomanelli, architetto di fama Calabria 3internazionale, studioso delle città e dei territori in guerra, che lo cura insieme a IRA-C e Parasite 2.0, con la consulenza di Teodora Malavenda e la partnership con Contship Italia Spa e Università Mediterranea, e nei prossimi giorni si accinge ad affrontare temi come i miti tra Scilla e Cariddi (18 febbraio), la costruzione di un possibile immaginario (27 febbraio), il porto di Gioia Tauro (9 marzo), parole e musiche tra La Cava e De André (21 marzo).

 

Tutto il Programma, costantemente aggiornato, è su http://www.thethirdisland.com/