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Un classico di Christopher Lee al Cineforum di Rovito

Scritto da on 15 maggio 2012 – 15:34nessun commento

Martedi 15 maggio 2012, ore 21.15 al Cineforum di Rovito (CS) Falso Movimento presenta per Flashback #23,  Il cineappuntamento di Ugo G. Caruso,  THE WICKER MAN, di Robin Hardy.

Film culto, primo premio al Festival di Fantascienza di Trieste nel 1973, ignorato dai distributori italiani, The wicker man ha visto negli anni crescere progressivamente la sua fortuna fino a diventare una tappa di riferimento del cinema horror. Christopher Lee lo ritenne il suo miglior film,  nel quale certamente ha offerto la sua migliore, più partecipe e sfaccettata interpretazione.

Il sergente di polizia Howie (Edward Woodward), di ferrea moralità, si reca nell’isoletta di Summerisle al largo della Scozia per indagare sulla presunta scomparsa di una ragazzina. Sull’isola trova un clima disorientante e disinibito che lo frastorna: le cose sembrano affermarsi e negarsi contemporaneamente. La ragazzina sembra addirittura non essere mai esistita. Lord Summerisle (Christopher Lee) è affabile e cordiale, ma il suo comportamento è bizzarro e a tratti minaccioso. Il poliziotto cerca di imporre la sua volontà per far rispettare la legge, ma si rende conto che il mistero è più complesso e profondo di quanto immaginasse.

<<Per il mio cineappuntamento n° 23 ho  pensato ad un film raro ed inedito in Italia, decisamente maudit  a causa delle tante traversie distributive che gli sono valse le stimmate del film di culto tra i suoi tanti fan d’oltremanica.  Ho scoperto The wicker man  grazie ad un vhs regalatomi da mio fratello Roberto che vive a Londra dalla metà degli anni ottanta e che non voleva credere che a dispetto dei tanti adoratori del genere horror il film fosse da noi del tutto ignoto. Ne rimasi subito affascinato e mi ricordai di averne visto  a suo tempo qualche sequenza in un documentario della BBC sui  film del terrore made in England.

Consultai dunque alcuni repertori britannici per avere conferma che la fama del film era un’acquisizione recente al termine di lunghi travagli . E dire che la sua fortuna contorta e tardiva era iniziata proprio in Italia con la vittoria nel 1973 del primo premio al Festival della fantascienza di Trieste, per essere poi dimenticato non solo dai distributori ma anche dalla critica nostrana che nella sua stragrande  maggioranza continua ad ignorarlo. The wicker man  è certamente un film strano, insolito, inclassificabile, una sorta di unicum, a dispetto di quanti non possono fare a meno delle forzose etichettature. (…) The wicker man  di cui non proprio facilmente siamo riusciti a recuperare la director’s cut (che reintegra le sequenze di nudo di cui sopra, inesistenti nelle versioni commerciali) è tante cose insieme: horror psicologico o se preferite thriller antropologico-culturale , fiaba nera, apologo dal gusto surreale sulla relatività di concetti come “bene” e “male”, metafora del difficile rapporto tra la madre Inghilterra e le sue terre celtiche. …….Il suo maggiore pregio resta in quell’ atmosfera di spaesamento che circonda le indagini del protagonista, nella tensione latente che sembra voler esplodere da un momento all’altro e dunque nel finale crudele beffardo e tragico che si compone in un macabro affresco. All’indubbia originalità espressiva il film unisce un indiscutibile valore di testimonianza dell’epoca in cui fu concepito, vale a dire gli anni settanta con le sue trasgressioni,  riconoscibili  nei riti orgiastici di marca druidica e nello spirito comunitario che lega  fra loro gli abitanti dell’isola  di Summerisle  che rimanda ai figli dei fiori e alla pratica del  libero amore>>.

Ugo G. Caruso