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Viaggio nel XX secolo nell’ultimo film di Theo Angelopulos

Scritto da on 6 dicembre 2011 – 07:36nessun commento

 

Giovedì  8 dicembre ore 21.00 in programma al Cineforum di Rovito, a cura di Falso Movimento,   La Polvere del Tempo, del regista greco Theo Angelopoulos .

<<La storia non è finita…. Le storie non finiscono mai>>. Così ha inizio l’ultima opera del  75enne Theo Angelopulos, una vita dedicata al cinema ed all’idea del cinema <<come rivoluzione>>,  che ripercorre ancora una volta la storia del Novecento, con la complicità di Tonino Guerra e Petros Markaris per la sceneggiatura ed un cast eccezionale, con attori del calibro di Michel Piccoli, Bruno Ganz, Willem Defoe.

 Secondo capitolo della Trilogia The Dust of Time, La polvere del tempo è la storia di un regista in crisi, esistenziale e professionale, che decide di riprendere le riprese di un film, interrotto senza alcuna spiegazione, sulla vita della madre Eleni, una vita trascorsa nell’amore per due uomini, che si snoda nello spazio e nel tempo tra la Russia staliniana, la Germania, l’Italia ed infine gli Stati Uniti.

<<…qui la Storia non scorre, la Tragedia non si esprime, ogni cosa è già avvenuta. C’è solo deriva, male di vivere, nessuna catarsi. In un presente stantio, immobile sotto il peso di memorie affastellate, privato della consolazione di utopie ormai inermi. Sconfitto.

Non è più la Storia che strazia l’uomo, ma la sua assenza: Angelopoulos  gira un film epico sulla palude stagnante dell’oggi, disperde i suoi personaggi (e le possibilità del cast) in un labirinto senza indicazioni dove il tempo è involuto, ipotesi e certezze del passato scivolano nel presente e la realtà si fonde con la sua messa in scena.

In una narrazione che procede per associazioni, loop, vicoli ciechi, digressioni.

In una pellicola lirica, di una poesia cerebrale e simbolista, declamata con verbosa solennità. Lontano dall’ironia demistificante che popola il cinema contemporaneo, Angelopoulos ci dice della nostra agonia, infischiandosene del ridicolo, in un discorso autisticamente autoriale, capace a tratti di sintesi folgoranti; prezioso nella pervicacia con cui dà forma, in primis, a un pensiero, contro ogni logica spettacolare. Da preservare.

La storia di un amore cominciato nel 1953 nell’ex-Unione Sovietica. E la storia di viaggi nel mondo e nel grande spazio della storia fino ai giorni nostri. Una valutazione poetica del secolo che è appena finito e una relazione visionaria con il secolo che stiamo ora percorrendo attraverso un amore che sfida il tempo. Esilio, separazione, vagabondaggio, il crollo di ideologie e la costante prova della storia. La figura centrale è quella di una donna. L’Eleni del mito, l’Eleni di tutti i miti,che è desiderata e che desidera l’amore assoluto. Più di sempre, un’elegia sul destino umano>>.