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A David Grossman e Stefano Rodotà il Premio Cultura Mediterranea

Scritto da on 17 settembre 2013 – 16:33nessun commento

Pace, tutela dei diritti civili e dialogo tra i popoli che abitano le sponde del Mediterraneo. Sono le parole d’ordine del Premio per la Cultura Mediterranea, ideato e realizzato dalla Fondazione Carical, che il prossimo 4 ottobre 2013, ore 17.30 al Teatro Rendano di Cosenza premierà scrittori ed intellettuali che si sono impegnati al servizio di questi valori.

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Il Premio, arrivato ormai alla 7 edizione, viene conferito quest’anno allo scrittore israeliano David Grossman, famoso in tutto il mondo per opere come Vedi alla voce: amore, Che tu sia per me il coltello,  Col corpo capisco, Con gli occhi del nemico, tradotte in diverse lingue, e per il suo impegno in favore della pace e del dialogo tra Israele ed il mondo arabo.

 

Reduce dal Festival della Letteratura di Mantova, che gli ha dedicato una retrospettiva, al cui interno Grossman è stato protagonista di un incontro intensissimo con Giulio Busi sul tema del dolore, viene premiato dalla Giuria internazionale presieduta da Michèle Gendreau-Massaloux, con il Premio Società Civile.

 

Per la sezione Scienze dell’Uomo ad aggiudicarsi il riconoscimento è Stefano Rodotà, giurista di origine cosentina di fama internazionale, primo Garante per la Privacy, editorialista de La Repubblica e direttore del Festival del Diritto di Piacenza, autore prolifico di decine di saggi (gli ultimi sono Il diritto di avere diritti e La rivoluzione della dignità).

 

Per la Narrativa sono stati designati ex aequo il giornalista Marcello Sorgi per Le sconfitte non contano (Rizzoli) ed il regista egiziano  Ahmed Mourad per Vertigo (Marsilio), <<vivido thriller splatter che mette a nudo gli avidi, squallidi, corrotti politici e uomini d’affari>> (M. Seacombe, The Guardian, su Internazionale.it ), divenuto in breve tempo un bestseller internazionale, e per la sezione Giovani Valentina D’Urbano con  la sua opera di esordio, Il rumore dei tuoi passi (Longanesi).

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 Nella Sezione Cultura dell’Informazione vince Jamila Hassoune che ne La libraia di Marrakech racconta l’esperienza della Carovana dei libri (http://www.jamila-hassoune.ma/index.html)  itinerante nei villaggi del Marocco, ma anche la condizione delle donne e i fermenti politici che stanno scuotendo il mondo arabo, che Lina Ben Mhenni, l’altra vincitrice, racconta sul web nel suo blog A Tunisian girl .

 

Premi sono andati anche a Carmine Abate, Premio Campiello 2012 per La collina del vento, ed a Dora Tomasone Marinari per la traduzione dell’Odissea di Omero, che include il Premio per la Cultura Mediterranea tra i rari riconoscimenti ad una delle professioni più importanti – e purtroppo spesso di secondo piano- dell’editoria, quella del traduttore.