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Da Ismail Kadare a Niccolò Ammaniti e Mimmo Lucano, i Premi Fondazione Carical 2016

Scritto da on 14 ottobre 2016 – 08:45nessun commento

Ismail Kadare, Niccolò Ammaniti, Mohammad Ali Amir-Moezzi. Sono alcuni dei vincitori del Premio per la Cultura Mediterranea indetto dalla Fondazione Carical. Che quest’anno, il prossimo 14 ottobre al Teatro Rendano di Cosenza festeggia il decennale all’insegna del dialogo, dell’accoglienza e della pace tra i popoli.

Temi di stringente attualità in un Mediterraneo sconvolto da conflitti piccoli e grandi che stanno radicalmente mutando il volto del Medio Oriente così come della vicina Europa. Temi da sempre al centro del dibattito storico e culturale di una terra come la Calabria, la cui posizione, al centro del Grande Mare, le ha assicurato un ruolo di snodo -spesso dimenticato ma- fondamentale tra Nord e Sud, Est e Ovest. Un ruolo che richiede oggi più che mai una nuova narrazione.

Alla quale di sicuro ha contribuito massicciamente in questi anni Domenico Lucano, sindaco di lucano-e1459431530314-722x491Riace, qualche mese fa inserito da Fortune nella Top 50 dei leader più autorevoli nel mondo, che si aggiudica il Premio Speciale della Fondazione insieme a un altro sindaco sulle barricate, Giusi Nicolini, prima cittadina di Lampedusa, per il loro impegno nella accoglienza dei migranti.

La Giuria ha premiato inoltre Ismail Kadare, da tempo in lizza per il Nobel per la letteratura, albanese, autore di successi internazionali come Il Successore o Il palazzo dei sogni, una sterminata produzione di poesie, romanzi e saggi, tradotti solo in minima parte in italiano, e Mohammad Ali Amir-Moezzi, iraniano, docente alla Sorbona, che, dopo il Dizionario del Corano (Mondadori), di cui è co-autore, nel suo ultimo lavoro, L’islam degli sciiti. Dalla saggezza mistica alla tentazione politica (Edt), evoca una delle più antiche tradizioni intellettuali e spirituali dell’islam,  aprendo le porte ad un mondo di cui poco si conosce, soprattutto in Occidente.

Iraniana, anche se da anni risiede in Francia, è pure Fariba Hachtroudi, Premio Cultura fariba-hachtroudidell’informazione. Nipote di Esmaïl Hachtroudi, leader religioso molto rispettato in Iran e  figlia del grande matematico e filosofo Mohsen Hachtroudi, entrambi impegnati nella costruzione di un Iran dialogante e tollerante, Fariba, un dottorato in archeologia e la passione per il giornalismo, ha firmato diversi reportage sul suo paese e i diritti delle donne, oltre a saggi e romanzi. In Italia l’editore e/o ha pubblicato recentemente uno dei suoi libri più famosi, L’uomo che schioccava le dita.

Al mondo dei millennials  si rivolgono Niccolò Ammaniti, autore di betseller come Io non ho paura e Come dio comanda, con il suo ultimo romanzo, Anna, e Niccolò Zancan, giornalista d’assalto, al suo esordio nella fiction con Ti mando un bacio (Sperling & Kupfer), che si aggiudicano i premi per la Narrativa e la Narrativa Giovani.

Si dice che ogni libro scritto in altra lingua è il frutto di una scrittura a quattro mani: quelle dell’autore e quelle del traduttore. Una figura a lungo misconosciuta della filiera delle professioni editoriali che solo in tempi recenti si sta rivalutando, attribuendo il giusto riconoscimento a chi ci ammaniticonsente di leggere autori provenienti da ogni parte del mondo e, spesso, di scoprire autentiche chicche se non capolavori. Ne sa qualcosa Alessandra Shomroni, che ha tradotto alcuni dei libri più belli della letteratura israeliana contemporanea, da David Grossman a Abraham B. Yehoshua ed Etgar Keret, anche lei premiata dalla Fondazione Carical il prossimo 14 ottobre.