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Home » Cultura, Operatori culturali

E’ possibile fare impresa culturale in Calabria?

Scritto da on 20 gennaio 2011 – 08:03nessun commento

 Il testo costituisce una sintesi del documento proposto dall’Associazione Culturale LinkingCalabria come piattaforma di riflessione nell’incontro sul tema Imprese culturali. Operatori a confronto, tenutosi a Catanzaro il 18 dicembre 2010, che ha innescato un acceso dibattito e numerosi altri incontri tra gli operatori del settore tenutisi in tutta la regione nei mesi successivi.

Questo incontro nasce dalla nostra esperienza personale come utenti, innanzitutto,  e come operatori del settore in particolare, attraverso la visuale di un portale che intende rappresentare e valorizzare il meglio della produzione culturale calabrese.

Siamo partiti da alcuni dati. In questi ultimi anni si è assistito ad un deciso proliferare di iniziative culturali tra festival, dibattiti, incontri, rappresentazioni teatrali, grandi e piccoli  eventi diffusi su tutto il territorio regionale.

Di pari passo si è verificata la crescita dei soggetti del mondo profit e non profit (42 fondazioni e 695 associazioni culturali solo quelle registrate nell’albo regionale) che compongono il variegato mosaico delle imprese culturali.

Anche il comparto pubblico fa la sua parte con il consolidamento dell’impegno anche economico di tutti i comuni calabresi, di alcune province e dell’ente regione, che ha erogato negli ultimi anni diversi milioni di euro per il comparto cultura utilizzando i finanziamenti come strumento strategico di politica industriale.

Un mosaico estremamente sfaccettato che produce ogni giorno –con picchi nel periodo che va da maggio a settembre- decine di iniziative prevalentemente di budget modesto, concentrate sulla reiterazione di alcuni modelli –come il festival (musicale, cinematografico, folk, e in misura minore, teatrale)o l’evento tematico- di livello qualitativo non sempre elevato, del tipo “mordi e fuggi”, carenti di una progettualità di fondo e di continuità temporale, incapaci di produrre effetti di sistema e duraturi sul territorio,  poco inclini a proporre interventi integrati e coordinati con altri operatori e più in generale con il partenariato pubblico-privato ma anche a comunicare efficacemente e diffusamente le iniziative.

 La CALABRIA è peraltro dotata di un patrimonio culturale ed ambientale eccezionale forte di

 277 Musei

9 Aree Archeologiche

387 manufatti fortificati (castelli, cinte murarie)

200 circa le aree della rete Natura 2000

20 riserve naturali

1 parco internazionale e 3 nazionali, 5 parchi marini

373 Biblioteche con picchi di eccellenza (nel vibonese 2,9 biblioteche ogni 10.000abitanti).

 Per non parlare poi del ruolo svolto sul territorio dall’industria della creatività, dalla moda al design all’artigianato all’editoria).

A fronte di ciò si è registrato una sostanziale tenuta e persino un aumento, nonostante la devastante crisi economica, dei consumi culturali nella regione dove la fruizione dei cinema è pari al 40% , dei musei  inferiore al 15 per cento (nel Mezzogiorno il livello è abbondantemente inferiore alla media nazionale,con un 18,8%), si attesta intorno al 10% per le visite ad aree archeologiche, mentre 12 ab/100 hanno assistito a rappresentazioni teatrali e 22 ab./100 a concerti (tranne quelli di musica classica che vedono performance ridotte anche nel resto del Paese).

 Non va dimenticato poi che nel 2007 in Calabria sono stati prodotti 24.000 spettacoli (meno dell’1% della produzione nazionale) che riguardano, per la metà circa, l’attività cinematografica, solo l’8,8% gli spettacoli teatrali ed il 2,6% mostre ed esposizioni.

Eppure la cultura non ha ancora assunto un ruolo determinante nel sistema economico regionale, al pari di quanto avviene in altre regioni.

Non va dimenticato che in Italia i settori turistico e culturale contribuiscono al Pil nazionale nella misura del 13%, con un fatturato di oltre 200 mld. euro, analogo all’apporto dei servizi e dell’industria, ed un tasso di occupazione del 14%.

Si tratta di un comparto estremamente dinamico, che ha potenzialità di sviluppo notevoli, se consideriamo che 100 Euro di incremento di PIL nel settore culturale generano un aumento di 249 Euro di PIL nel sistema economico.

 Un comparto peraltro fortemente radicato al territorio, sul quale i prodotti della creatività e dell’industria culturale producono effetti diretti e numerosi effetti indiretti ed indotti in termini di beni e servizi complementari (per es. servizi di prenotazione, prevendita o di vendita on line di biglietti, attività didattiche, visite guidate, servizi informativi) ed accessori (ristorazione, caffetteria, bookshop, etc,) acquisiti all’esterno,  di attrattività ed immagine di un territorio, di flussi di ricchezza complessivamente attivati (anche come spese effettuate presso soggetti diversi dall’erogatore del servizio e come investimenti dall’esterno).

Effetti, tutti, che si riversano a cascata sul tessuto economico e sociale, e che possono –devono-  diventare oggetto di valutazione.

L’ indotto stimato è stato nel 2006 in Italia in 167 mld.euro ed in 3.840.000 posti di lavoro ed in Calabria in 3.400 mln euro e 90.000 unità occupate, registrando un numero consistente (25.400) di imprese collegate con la valorizzazione dei beni culturali (dati Rapporto Tagliacarne 2009)

Le cifre dimostrano che la cultura è in grado, con le sue pratiche e valori condivisi, di penetrare negli altri settori produttivi anche sul piano dell’input creativo.

Uno studio dell’Istituto Tagliacarne del 2009 rivela che sono 900.000 le imprese italiane, appartenenti a tutti i settori produttivi e non solo a quello culturale, che fanno parte del sistema economico integrato dei beni culturali. Un dato significativo anche se riferito al solo comparto del patrimonio culturale.

Un dato che dovrebbe farci riflettere sulle difficoltà del comparto culturale regionale di compiere un deciso salto di qualità per rappresentare degnamente il patrimonio e l’industria creativa e culturale sui mercati non solo locali ma nazionali ed internazionali.

 Un salto che potrebbe fondarsi sullo sviluppo del networking, inteso come capacità di mettere in comune e scambiare esperienze e know how, anche economico; su attività culturali ad alta potenzialità creativa ed innovativa e sul settore multimediale, le cui attuali carenze collocano la Calabria al penultimo posto tra le regioni italiane (Studio The European House-Ambrosetti  per Florens 2010), ma sul deciso ampliamento dell’accesso alla cultura e degli investimenti nel comparto, in particolari in quei settori ancora poco praticati dai calabresi, arricchendo l’offerta culturale per puntare sui caratteri del territorio e sulla sua immagine, anche attraverso politiche di valorizzazione dei distretti culturali.

 Esempi come Berlino, Londra, Barcellona e Beijng dimostrano che le città possono diventare un polo di attrazione per artisti, imprese, investimenti.

Si tratta –quindi- di creare un circuito virtuoso in cui il territorio diventa fonte di attrazione di capitali pubblici e soprattutto privati (che vanno incentivati anche con aiuti finanziari tesi a sviluppare la responsabilità sociale ed a far legare la propria identità alla crescita culturale del territorio), di creatività, di progetti ad alto livello tecnologico, fonte di ricadute positive ed oggetto di valutazione da parte dei finanziatori.

Un circuito che deve ripartire dalla filiera produttiva  selezione e formazione-tutela- conservazione-valorizzazione-creazione delle idee-produzione-distribuzione-consumo guardando anche alle buone pratiche per dare vita ad una rinnovata progettualità da parte degli operatori, delle istituzioni, del mondo della scuola e della formazione.

Con questo incontro intendiamo avviare un Laboratorio di analisi e di confronto tra enti pubblici, operatori, esperti, mondo delle imprese, sull’attuale modello culturale regionale che possa offrire un contributo alla costruzione di un nuovo modello di promozione e valorizzazione unitario –a partire dalle esperienza d’eccellenza- dell’industria culturale tanto alle istituzioni chiamate a definire delle politiche concrete ed efficaci quanto ai settori produttivi e finanziari di questa regione.

Ringraziamo tutti coloro che hanno condiviso il nostro progetto e che daranno vita e linfa ad un dibattito non solo in questa giornata ma anche sul nostro portale, in cui offriremo uno spazio libero di riflessione e discussione.

Grazie a tutti!

Anna Puleo